La lezione civile di Liliana Segre: «Avevo solo otto anni e mi dissero: non andrai più a scuola»
Liliana Segre tra i bambini e le bambine della scuola

La lezione civile di Liliana Segre: «Avevo solo otto anni e mi dissero: non andrai più a scuola»

La senatrice, vittima delle leggi razziali, ha incontrato i bambini delle scuole elementari di Sordio

La senatrice Liliana Segre, in visita alle scuole elementari di Sordio, lancia il suo messaggio per allontanare le tragedie incommensurabili del Novecento: «La scuola e i giovani sono la mia speranza, perchè non voglio concludere la vita senza speranza - ha detto -. Ma si deve andare a “scuola d’amore”, non di odio. Io da bambina ho conosciuto solo la scuola dell’odio, che non deve ritornare». Ha raccontato: «Avevo solo otto anni quando mi dissero che, a causa delle leggi razziali, non avrei più potuto frequentare la scuola, e io non riuscivo a capire il perché». E ancora: «per compiere il male più tremendo non è necessario essere complici attivi, basta essere indifferenti. Basta essere “quelli al di là del muro”».

Liliana Segre con prefetto Marcello Cardona

Liliana Segre con prefetto Marcello Cardona

Liliana Segre con prefetto Marcello Cardona

(foto Ribolini)

La testimone della Shoah, 89 anni a settembre, internata ad Auschwitz e Ravensbruck assieme a tutta la famiglia di origine (sopravvisse solo lei), è stata invitata alla scuola elementare Battisti nel contesto di un’iniziativa scaturita anche dalla collaborazione dell’amministrazione comunale e della Prefettura di Lodi.

La presenza della senatrice a Sordio si collega a una serie di tappe che hanno scandito un percorso non comune della scuola primaria. Il 27 gennaio scorso, Giornata della Memoria, i bambini delle classi seconde e terze, hanno vinto il primo premio nel concorso nazionale “I giovani raccontano la Shoah” con il video “Dedicato a Calogero Marrone” (si trova anche su Youtube, nda) , per il quale sono stati anche ricevuti al Quirinale dal presidente della Repubblica Mattarella assieme alle loro insegnanti. «Ho molto apprezzato, nel cortometraggio - ha detto Liliana Segre - il modo in cui alcuni bambini si sono messi “al di là del muro”, senza guardare gli altri, nel momento in cui entrano in vigore le leggi antiebraiche. Andò esattamente così. Mio padre non mi seppe spiegare perchè ero stata espulsa da scuola; semplicemente tutti avevano accettato senza obiettare troppo il fatto che qualcuno adesso era “dietro” il muro come noi italiani di religione ebraica».


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