L’Eni si mobilita per la mensa

Un piccolo contributo di 9 centesimi a pasto, potrebbe salvare il posto di lavoro ai 14 addetti Compass impegnati a San Donato nelle mense dell’Eni. La proposta è stata lanciata dai delegati Rsu in un documento sottoscritto dalle tre sigle confederali, che nei giorni scorsi è stato presentato all’Eni. In caso di riscontro negativo, i promotori ventilano anche l’idea di organizzare una raccolta firme a supporto di una strategia che strizza l’occhio, in un momento di difficoltà generale, alla solidarietà sociale. Entrando nel merito, il calcolo parte dall’attuale situazione che prevede una quota pasto a carico dei dipendenti del colosso petrolifero pari a 1euro e 11 centesimi a cui si aggiunge l’importo di 3 euro e 33 centesimi sostenuto dall’azienda. «Ovviamente - fanno notare i sindacati -, anche Eni dovrà fare la propria parte, aumentando in proporzione di 27 centesimi il contributo». L’ipotesi prevede un anno di impegno ed è anche corredata da una serie di cifre che ne dimostrano l’efficacia. «Calcoliamo - scrivono i rappresentanti dei lavoratori - che si possano ottenere 36 centesimi per 3mila pasti che, moltiplicati per 20 giorni, equivalgono a 14mila 400 euro al mese, solo considerando le mense di via Salvo e del Quinto palazzo. Sono circa mille euro al mese per ciascuno dei 14 licenziabili, che contribuiscono a pagare una parte dello stipendio a questi nostri colleghi». Certo, il piano dovrebbe fare leva su un’unione di intenti, in quanto, viene ricordato per l’occasione che «Compass dovrà poi mettere quello che manca per mantenere gli attuali livelli occupazionali e qualitativi, ritirando i licenziamenti». È anche vero che per i colletti bianchi coinvolti, il tutto si limiterebbe ad un piccolo sacrificio. Tenuto conto anche del periodo di ferie, si parla di un esborso aggiuntivo pari a circa 19 euro l’anno ciascuno, ovvero, come viene fatto notare «meno di un’ora di sciopero di solidarietà». Pronti a difendere a spada tratta il proprio progetto anti-licenziamenti, i sindacati parlano dell’eventualità di una petizione da far girare tra gli utenti delle mese, ai quali verrà anche ricordato che «con 14 tagli il livello qualitativo del servizio e i tempi di erogazione dei pasti non sarebbe più lo stesso». Stando alla panoramica tratteggiata nella difficile pagina in cui si torna a parlare di tagli, le Rsu di Eni ricordano che la multinazionale della ristorazione Compass ha recentemente dichiarato 824 esuberi su tutta Italia. Tra questi ci sono i 14 operatori impegnati a San Donato che avranno dalla loro parte un fronte pronto ad intervenire. «Noi siamo stufi - rimarcano i rappresentanti sindacali - di stare a guardare questa macelleria sociale e vogliamo mettere queste aziende davanti alle loro responsabilità». Intanto, l’idea posta sul tappeto ha iniziato a diffondersi tra gli impiegati dei palazzi di vetro che, se l’azienda accettasse, diventerebbero protagonisti di un’azione a tutela di 14 posti di lavoro.


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