Le piogge non sono servite, intanto è iniziata la “guerra dell’acqua”
Nell’immagine gentilmente offerta dall’Archivio Bescapè il fiume Adda in secca negli anni Venti del secolo scorso

Le piogge non sono servite, intanto è iniziata la “guerra dell’acqua”

Si abbassa ancora l’altezza idrometrica del lago di Como nonostante i temporali

Continua ad abbassarsi l’altezza idrometrica del lago di Como, da cui si deriva l’acqua per l’irrigazione della campagna lodigiana. Mercoledì i valori oscillavano attorno ai -20 centimetri, e ci sono le prime avvisaglie della guerra dell’acqua: l’Agenzia del Po, Aipo, spinge affinché una quota di acqua dell’Adda non sia derivata dai consorzi irrigui ma finisca direttamente nel Po, i consorzi irrigui sono contrari e chiedono una deroga sul limite di abbassamento del lago di Como, decisione a sua volta osteggiata, per questioni di navigazione e balneabilità, dai Comuni del lago. Oggi nuovo vertice in Regione, e poi in serata riunione del Consorzio dell’Adda. Intanto, i gestori dei sistemi idrici lombardi della Water Alliance stendono il decalogo anti-spreco.

I temporali di martedì non hanno portato sostanziali benefici. Sul Lodigiano sono caduti 4 millimetri di acqua, a monte, sopra il lago di Como, le quantità sono state simili, e comunque non significative. «C’è un impegno al rilascio di 4 milioni di metri cubi al giorno dagli invasi idroelettrici alpini, ma i dati di acqua in ingresso nel lago di Como non sono allineati con questo presunto rilascio – spiega il presidente del Consorzio Muzza Ettore Grecchi -. Cercherò di capire e di attivare Regione Lombardia affinché si possa verificare se questo impegno viene rispettato, e in che termini. Poi bisogna chiarire con Regione e gli altri soggetti che un’eventuale quota di acqua riservata al fiume Adda per sostenere il Po è controproducente per tutti: le acque in derivazione e usate per fini irrigui, per la stragrande maggioranza ritornano poi in falda e vanno in Po. Se arrivasse la richiesta di Aipo di limitare le derivazioni per favorire il corso dell’Adda, si rischierebbe di compromettere la falda, senza sostanziali benefici per il Po. Vedremo se si affronteranno questi temi».

Di certo per ora i gestori dei cicli idrici lombardi riuniti nella Water Alliance (tra cui Gruppo Cap e Sal Acqua Lodigiana) chiedono a tutti di non sprecare la risorsa. Proprio per questo hanno steso un decalogo per il risparmio idrico: chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti o ci si rade, prediligere la doccia al bagno, usare scarichi con pulsanti a quantità differenziata, applicare riduttori di flusso ai rubinetti, mantenere e riparare rubinetti o scarichi con perdite, usare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico, lavare frutta e verdura in bacinella e non sotto acqua corrente, non buttare l’acqua di cottura di pasta o riso ma usarla per innaffiare, raccogliere l’acqua piovana, lavare auto e moto con il secchio e acqua non potabile. Alcuni Comuni hanno già emesso ordinanze anti-spreco, in scia allo stato di emergenza regionale dichiarato da palazzo Lombardia la settimana scorsa, e suggerimenti e raccomandazioni arrivano ormai da tutte le amministrazioni comunali.


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