Le caprette rimaste “orfane”  ora cercano una nuova casa
Il gregge di caprette nel rifugio di Castiraga Vidardo

Le caprette rimaste “orfane”

ora cercano una nuova casa

Missione caprette da salvare. Non è il titolo di un film né tantomeno di un nuovo divertente capolavoro firmato Disney. Ma è una storia reale fatta di attenzioni e premure gentili di un giovane di Castiraga Vidardo che, prendendo a cuore la salute di quindici caprette abbandonate, ha deciso di adottarle tutte quante con l’obbiettivo di ridarle presto una nuova, dignitosa casa. E in tempo di pandemia, si sa, niente si è rivelato più importante della salute e della salvezza, dell’umanità e della fratellanza, della disponibilità e l’unione verso il prossimo. Dunque, spinto proprio dal suo buon cuore, Simone Sabbioni, 45 anni d’età, imprenditore edile di professione, ha concesso una seconda chance ad un piccolo gregge di caprette rimaste senza padrone. Deceduto circa sei mesi fa in seguito ad un infarto, l’anziano novantenne che da tempo le allevava con amorevoli cure presso la sua cascina alle porte di Crema, ha lasciato “orfane” le quindici caprette che, senza più nessuno a sfamarle rischiavano la vita. «Erano ormai abbandonate a loro stesse, senza cibo e nessuno che le potesse più accudire – commenta Simone -. Era settembre e, un bel giorno, le ho caricate tutte sul mio furgone e le portate via con me». E dopo averle nutrite e accomodate in un rifugio di fortuna presso un appezzamento di sua proprietà a Castiraga, Simone si è rivolto a Linda Trabucchi ed Elena Della Giovanna, due amiche dalla spiccata passione per gli animali, con l’obbiettivo di metterle in salvo in vista della Pasqua ormai quasi alle porte, e affidarle a chi possa prendersene cura. «Ho ricavato un riparo al caldo per la notte e in un recinto ho creato un piccolo rifugio per le caprette – spiega Simone -. Ma quindici sono davvero tante e non riesco a gestirle tra l’altro due di loro sono gravide. Dunque, rivolgo un appello: occorre solo un giardinetto dove possano brucare l’erba e nessuna cura particolare: è proprio come avere un cagnolino». E grazie alle amorevoli attenzioni di Simone, insieme al figlio Davide di 11 anni, anche Pongo è potuto crescere sano e forte, nonostante le avversità con la mamma capra che non lo allattava: «Ci siamo presi cura di lui da quando è nato – ricorda Simone -. Ogni tre ore per due mesi circa, proprio come un bebè, gli davamo il biberon con il latte. Ora è cresciuto e sta bene. Lo terremo con noi».

Per poter adottare una capretta è possibile contattare Linda al numero 347 7166990. «Grazie ad un annuncio pubblicato in Facebook abbiamo già ricevuto diverse richieste – dichiara la donna -. Speriamo di poterle sistemare quanto prima in un ambiente accogliente dove possano crescere serenamente».n


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