Laura Siani, morta senza un perché: ancora aperte le indagini sul pm che lavorò a Lodi
L’ingresso del palazzo di giustizia di Lodi, dove lavorò per tre anni

Laura Siani, morta senza un perché: ancora aperte le indagini sul pm che lavorò a Lodi

Fu trovata senza vita all’inizio di giugno alla vigilia di un importante riunione di lavoro a Lecco. Il parere del criminologo: «Bisogna fare l’autopsia psicologica»

Non sono ancora chiuse le indagini sulla tragica scomparsa di Laura Siani, la pm dal 2014 al 2017 a Lodi che il 3 giugno scorso è stata trovata senza vita nel suo appartamento di Lecco, la provincia di cui era originaria e in cui da poco aveva preso servizio, dopo una parentesi di due anni in Procura a Palermo. Negli ambienti giudiziari molti appaiono convinti che a togliere alla magistratura un investigatore attento e appassionato sia stato un tragico gesto: la porta di casa era chiusa dall’interno, la dinamica dell’impiccagione con la cintura di un accappatoio, in corrispondenza di una scala da un piano all’altro, ritenuta verosimile, anche se tendenzialmente più compatibile con condizioni di sopore che di piena lucidità.

I tempi non affrettati dell’indagine indicano che gli inquirenti lariani attendono conferme prima di archiviare l’episodio come una tragedia della vita personale, un momento buio cui è dovuta la riservatezza. La provincia di Lecco, è noto alle cronache, è pesantemente infiltrata dalla criminalità organizzata, ’ndrangheta in particolare, che da decenni al Nord non “lavora” volentieri con le armi da fuoco ma sottotraccia. Ovviamente solo i colleghi magistrati possono ora sapere se la dottoressa Siani nel suo pur recente incarico si fosse già impegnata in vicende potenzialmente pericolose, anche nell’ambito della sua specializzazione verso i “colletti bianchi”. E aveva in agenda l’udienza preliminare per il crollo mortale del ponte di Annone, non certo un caso privo di stimoli professionali.

Una criminologa, Simona Ruffini, ha preso il caso Siani come esempio in cui elementi “forti” delle prime ore potrebbero indurre una “tunnel vision” indirizzando le indagini in una direzione sola. E invita ad approfondire il profilo psicologico.

Laura Siani, seconda da sinistra, al suo arrivo a Lodi nel 2014

Laura Siani, seconda da sinistra, al suo arrivo a Lodi nel 2014


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