Ossago: paziente “abbandonato”  riesce a ottenere la radiografia dopo oltre tre mesi
Roberto Benzoni

Ossago: paziente “abbandonato”

riesce a ottenere la radiografia dopo oltre tre mesi

Il 44enne Roberto Benzoni di Ossago racconta la sua odissea, ha scoperto solo ora di essere un caso sospetto di Covid

«Il direttore sanitario dell’Asst di Lodi, il dottor Gabriele Perotti, ha dichiarato sui giornali che da febbraio sono state garantite le prestazioni urgenti, classe U, o con attesa fino a 10 giorni, classe B: per me di certo non è stato così».

A riferirlo è Roberto Benzoni di Ossago. Il 44enne ha effettuato lo scorso 8 giugno una lastra all’ospedale di Codogno, «ma questo appuntamento era fissato inizialmente per il 28 febbraio» ricorda. I problemi di salute di Benzoni iniziano nelle prime settimane di gennaio, «quando ho febbre prima a 38 e poi fino a 39.5. Sono andato dal mio medico di famiglia e, dopo alcuni giorni di tachipirina, continuavo ad avere una febbre “ballerina”, che scendeva fino a 37.5 per poi risalire a 39». Benzoni torna quindi dal proprio medico di base che prescrive una prima lastra toracica per il 17 gennaio. «Mi viene dato subito l’esito a Codogno, si parla di “piccolo e sfumato addensamento parenchimale para-retrocardiaco destro” – prosegue il 44enne di Ossago -. Così il medico di famiglia mi prescrive una terapia cortisonica e antibiotica che mi ha aiutato in pochi giorni a riprendermi. Era prevista appunto una lastra di controllo poi da eseguire entro 10 giorni, per il 28 febbraio». Da qui iniziano però ulteriori problemi per Benzoni. «Vengo contattato alcuni giorni prima dall’ospedale e mi viene detto che era sospesa. Fortunatamente sono stato abbastanza bene nelle settimane a seguire, perché nessuno poi si è fatto più sentire, fino a quando a giugno decido di contattare il numero verde di Regione Lombardia e riesco ad ottenere appunto per l’8 giugno la lastra di controllo con priorità urgente».

Le sorprese però non finiscono qui. «Ho fatto una vista con il dottor Francesco Tursi, che ringrazio per la grande professionalità, il 10 giugno e vengo a sapere che il mio è uno di quei casi di sospetto Covid – precisa infine Benzoni -. Ora dovrò fare una Tac, ma voglio ricordare una cosa: sono giovane, ho 44 anni, ne avessi avuti alcuni in più non so come sarebbe finita, anche perché soffro d’asma. Non dimentico poi che vivo con i miei genitori e quindi c’era rischio anche per loro. L’intento non è quello di polemizzare assolutamente, ma il mio potrebbe non essere un caso isolato, tante persone potrebbero aver vissuto quello che ho passato io, rischiando conseguenze ben peggiori». 
Nicola Agosti


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