Carpiano, l’assessore diventa medico e scende subito in campo contro l’epidemia

Carpiano, l’assessore diventa medico e scende subito in campo contro l’epidemia

Giorgio Mantoan non ha atteso la specializzazione: si è iscritto all’ordine ed è pronto a dare una mano ai colleghi più esperti

Assessore al bilancio di Carpiano, consigliere in Città Metropolitana e adesso medico in campo per l’emergenza coronavirus. Giorgio Mantoan, ex studente del liceo Verri di Lodi, si è laureato con il massimo dei voti e la lode e si è subito iscritto subito all’Ordine dei medici. Senza attndere il conseguimento della specializzazione. Ha detto di sì per aiutare dove serve. «Sono pronto a dare una mano come posso - racconta Mantoan, 25 anni, di Carpiano -, non in terapia intensiva ovviamente, ma nella medicina territoriale, come medico di famiglia o al triage. Io e tutti i i miei colleghi che, in queste ore, ci siamo iscritti all’Ordine, ci siamo messi a disposizione per la medicina territoriale che è molto esposta e in difficoltà perché molti medici si sono ammalati. Adesso che ci siamo iscritti all’Ordine aspettiamo le chiamate degli altri medici o delle strutture ospedaliere».

Mantoan, che si è laureato nel luglio del 2019, si stava preparando al test di medicina interna, ambito al quale si è «appassionato di più. Anche le altre specialità di natura clinica mi piacciono - dice -. Ho già passato il test di Medicina generale. Cerco di fare i test, accumulare esperienze e prepararmi a tutti gli esami per le specialità che voglio fare».

Mantoan ha discusso una tesi in medicina interna con il professor Nicola Montano del Policlinico di Milano. «In questa situazione - dice - c’è un po’ il timore nell’affrontare una cosa più grande di noi, in uno dei paesi più colpiti dall’epidemia. Questo però è il lavoro che voglio fare nella vita. Ognuno ha delle responsabilità che deve prendersi. Ne parlavo proprio oggi con il mio professore. Lui diceva che abbiamo delle responsabilità delle quali dobbiamo farci carico adesso, ma le responsabilità maggiori sono quelle del dopo, quelle che avremo nel cercare di ricostruire il sistema sanitario che ne uscirà devastato».


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