Lunedì a Lodi Vecchio l’addio a don Mario Ferrari

Lunedì a Lodi Vecchio l’addio a don Mario Ferrari

Guidò il nostro giornale per 21 anni: i commossi ricordi di chi lo ha conosciuto da vicino

Si terranno lunedì mattina alle 10 a Lodi Vecchio i funerali di monsignor Mario Ferrari, direttore del «Cittadino» dal 1974 al 2005. Il sacerdote si è spento a 95 anni venerdì mattina presso la casa della sorella a Lodi Vecchio. La scomparsa di don Ferrari ha suscitato cordoglio in tutta la diocesi, nel mondo della comunicazione e in quello della solidarietà e del volontariato. È stato missionario, giornalista, sempre dalla parte degli ultimi, fossero essi detenuti, lavoratori in difficoltà o migranti.

«Fu lui a portarmi in Seminario nel 1999»: così don Ivano Granata, parroco di Turano, ricorderà per sempre monsignor Mario Ferrari. «Avevo fatto al suo fianco dieci anni, da laico, alla Casa dell’Accoglienza. Abbiamo vissuto momenti da pelle d’oca: abbiamo affrontato l’emergenza degli sbarchi degli albanesi, negli anni Novanta, e don Mario era un uomo che non si fermava davanti a nulla».

Giuseppe Migliorini, presidente della cooperativa di solidarietà sociale Sollicitudo di via Selvagreca, ricorda perché don Mario volle creare questa realtà: «La sua intenzione era di dare il lavoro alle persone che arrivavano alla Casa dell’accoglienza, andando oltre la sola assistenza, per fare promozione umana attraverso il lavoro. Così alla fine degli anni Ottanta ha riunito attorno a sé alcuni laici, e ha anche indicato il nome ispirandosi all’enciclica Sollicitudo Rei Socialis di Papa Giovanni Paolo II».


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