La soluzione dello scisma 600 anni fa

Seicento anni fa la città di Lodi viveva un evento centrale nella storia dell’Europa, grazie all’interessamento del signore Giovanni Vignati e del vescovo Giacomo Arrigoni: l’incontro tra Sigismondo di Lussemburgo, re dei romani ed imperatore del sacro romano impero in pectore, e l’antipapa Giovanni XXIII, per convocare un concilio che potesse riportare la pace nella cristianità, dilaniata dallo scisma d’Occidente. Nel 1413 c’erano, infatti, ben tre papi che si contendevano il primato ed il mondo era diviso in diverse obbedienze e fazioni, in un pullulare di discordie e di contrasti insanabili.Il concilio stabilito a Lodi, con la bolla pontificia Ad pacem del 9 dicembre 1413, fu quello di Costanza, che si celebrò nella città tedesca dal 1414 al 1418, durante il quale si ristabilì unità e concordia nella Chiesa e nell’Europa dell’epoca.Nel prossimo fine settimana la città capoluogo del Lodigiano si appresta a dare inizio alle celebrazioni di questa ricorrenza, insieme a diversi rappresentanti della città di Costanza, gemellata con Lodi ormai da più di venticinque anni, dove si celebrerà un vero e proprio giubileo pluriennale del concilio, a partire dall’anno prossimo.L’amicizia tra le nostre due città vede proprio in questo frangente della storia uno dei motivi della sua origine. Oggi vive un’occasione importante per rinverdire ulteriormente e per consolidarsi. Diamo quindi un grande benvenuto a Lodi alla delegazione di Costanza e delle altre città gemellate; siamo innanzitutto riconoscenti per averci coinvolto in questo importante percorso di riscoperta della nostra identità e di approfondimento culturale.Vivremo insieme, in questi giorni, alcuni momenti di preghiera ecumenica, di studio, con un convegno storico, di arricchimento culturale, con esposizioni presso la biblioteca laudense, la cattedrale (teatro della convocazione del concilio) ed il palazzo episcopale, con occasioni di incontro e di scambio. La celebrazione di questo anniversario sarà fruttuosa, però, soprattutto se ci aiuterà a costruire insieme nuove prospettive per il futuro delle nostre città e del nostro continente europeo, riscoprendo la logica dell’incontro, del confronto e del dialogo come unica via per crescere tutti insieme, superando anche le eventuali difficoltà e dissidi. Come il concilio di Costanza fu un faro nel buio della divisione, della sopraffazione e delle lotte di potere, l’auspicio è che anche questa occasione di celebrazione possa diventare un momento propositivo per trovare insieme nuove vie per affrontare il momento di difficoltà che stiamo vivendo. Ciò avverrà se saremo capaci di andare oltre la pura retorica delle cerimonie per pochi eletti, se riusciremo a coinvolgere i cittadini, e soprattutto le giovani generazioni, in questo percorso che stiamo per iniziare. Una delle iniziative più interessanti che il comitato lodigiano organizzatore delle celebrazioni ha proposto e che, speriamo, possa andare in porto nella prossima primavera, vedrà, infatti, l’incontro, a Lodi, di delegazioni di giovani provenienti da diversi Paesi europei, per una sorta di riedizione del concilio di seicento anni fa. Non più per risolvere uno scisma, ma per pensare insieme nuove prospettive per l’Europa del futuro, che li vedrà protagonisti nella costruzione di un domani che vada oltre le sole logiche egemoniche del mercato e della finanza, valorizzando invece le persone ed i popoli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA