A Lodi la sfida vinta del Parco Tecnologico: già 900 tamponi

A Lodi la sfida vinta del Parco Tecnologico: già 900 tamponi

Analisi a pieno regime dopo il via libera da parte della Regione

La capacità di analisi oggi è di 384 tamponi al giorno. Si lavora però per raddoppiarla e ci sono già a disposizione i materiali per sviluppare 10mila referti. Mercoledì è arrivato il via libera definitivo all’attività – senza più validazione dei risultati dopo che i primi 30 esiti verificati hanno restituito una compatibilità al 100 per cento - e così lavora a pieno regime, a caccia del virus, il laboratorio SMel della società Ptp Science Park Scarl. Il via libera da Regione Lombardia è arrivato il 28 marzo, dopo un iter complesso e laborioso, in cui sono stati passati al setaccio tutti i meccanismi di lavoro e di analisi e le tecnologie a disposizione.

Dopo le prove in collaborazione con l’Università degli studi di Milano e l’allestimento del laboratorio e delle procedure di automazione – con la multinazionale svizzera Tecan, il supporto di NgB Genetics e di Nuova Genetica Italiana - i primi tamponi sono arrivati il 2 aprile. Ieri i vertici della società Ptp Science Park Scarl e il presidente della Fondazione Parco Tecnologico Padano, il sindaco di Lodi Sara Casanova, hanno fatto il punto dei primi giorni di lavoro, insieme all’assessore regionale Pietro Foroni, che ha visitato una parte dei laboratori dedicati, e a Giovanna Gargioni, sindaco di Borghetto Lodigiano, ma anche vice presidente della Conferenza dei sindaci dell’Ats Città Metropolitana.

«Per la prima settimana avevamo dato disponibilità all’analisi di 96 tamponi al giorno, ma già negli ultimi giorni abbiamo superato il centinaio al giorno - spiega Andrea Di Lemma, Ceo della società - : finora abbiamo analizzato 900 tamponi, ma la capacità stimata oggi, a pieno regime, con il laboratorio in attività dalle 7 alle 22, è di 384 analisi al giorno. È stato un iter faticoso e complesso, ma ci siamo mossi nell’immediato quando è emerso il primo caso, per mettere la struttura a disposizione del Lodigiano e dare così il nostro contributo. Il nostro impegno vuole essere anche un segnale di quello che possiamo offrire al territorio del Lodigiano e un contributo agli enti locali e a Regione Lombardia che hanno sostenuto questa realtà ».

Ad aprire i lavori, ieri mattina, è stato Cristiano Devecchi, presidente della società Ppt Science Park Scarl, che ha riassunto «questa intensa avventura che ci ha permesso di diventare uno dei laboratori di riferimento» di Regione Lombardia. «Personalmente ho sempre creduto che questa struttura e le persone che vi operano avessero un valore aggiunto da dare il territorio e l’ho pensato da subito anche a febbraio, quando si è scatenata l’emergenza e abbiamo pensato di mettere a disposizione del Lodigiano la struttura», ha sottolineato Sara Casanova, sindaco della città di Lodi e presidente della Fondazione Parco Tecnologico Padano, che ha voluto ringraziare tutti coloro «che ce la stanno mettendo tutta nel dare una risposta all’emergenza che stiamo vivendo come territorio».

Un “grazie” ai vertici del Parco e agli enti è arrivato anche da Dario Fiorentino della multinazionale Tecan, «per la possibilità di esprimere tutto il nostro impegno e di dare così una mano e essere così vicini all’umanità in questa lotta». Al Parco Tecnologico è stato attrezzato un percorso dedicato, contrassegnato da un’insegna gialla con indicazione per i tamponi Covid-19, così che non ci sia un passaggio interno alla struttura, ma diretto al laboratorio. I tamponi processati arrivano dall’Asst di Lodi, ma anche attualmente da tredici case di riposo comunicate dall’Ats Città Metropolitana di Milano.

Soddisfazione per il lavoro che si sta svolgendo al Parco Tecnologico Padano è stata espressa anche dall’assessore regionale lodigiano Pietro Foroni: «Ho avuto modo di conoscere la struttura e credo nelle sue potenzialità e sono qui per conoscere anche come si è adattata a questa nuova sfida e come si è messa in gioco - ha rimarcato Foroni - : quello che ho visto non mi ha affatto sorpreso. Ho visto persone capaci, con una grandissima dedizione e preparazione, una strumentazione all’avanguardia in grado di rispondere alla sfida di analizzare circa 400 tamponi al giorno e di dare un grande contributo nella lotta contro questo virus».


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