SANT’ANGELO La natura respira e si illumina
Il fotografo Mariani con la nota conduttrice televisiva Licia Colò

SANT’ANGELO La natura respira e si illumina

Il fotografo Gianluca Mariani ha approfittato del lockdown per riscoprire le bellezze del territorio

L’inesauribile curiosità per la natura e il mondo animale è riuscito a soddisfarla anche nel pieno del lockdown. Scovando, con il suo obiettivo, meraviglie fuori dall’uscio di casa, come le lucciole, tornate nel contesto urbano semi-deserto di San Donato e immortalate in un suggestivo scatto che ha richiesto tre ore di appostamento, per cogliere più scintille possibile. E fermare per sempre, in un’immagine che ha restituito a tanti il sapore dell’infanzia, la magia resa possibile dallo stop ai movimenti che hanno ridotto l’inquinamento atmosferico e agevolato il ritorno degli insetti di luce. È il fotografo naturalista - anche inviato speciale di Licia Colò per la trasmissione Il Mondo Insieme - Gianluca Mariani a raccontarci come la natura si sia ripresa spazi persi da tempo, nel pieno dell’emergenza. Originario di Sant’Angelo Lodigiano, da un anno Mariani vive a San Donato ed è qui che ha vissuto il lockdown.

Abituato a viaggiare per immortalare le meraviglie della natura, come ha vissuto questo periodo? «All’inizio ero stranito, come tutti. Poi per chi come me è abituato a viaggiare, per professione, è dura fermarsi a lungo tra quattro mura. È stato bello avere il tempo da dedicare alla mia famiglia e alle mie figlie, ma questo tempo inedito è diventata anche un’occasione per scoprire e ri-scoprire qualcosa. Intanto l’immensa mole di fotografie e video che ho realizzato in ogni dove per documentari diversi: spesso per realizzare un prodotto, si usa solo una minima parte del materiale, che finisce poi nell’archivio che ho piacevolmente riscoperto e valorizzato». Cos’ha scoperto della natura viaggiando fuori dall’uscio di casa e sfruttando le piccole finestre di libertà consentite?«Intanto ho scoperto che San Donato è una città ricca dal punto di vista naturale: ci sono boschetti, un lago, tantissimi alberi e angoli da riscoprire. È una città molto vissuta di giorno e da tanti lavoratori, che in questo periodo ho scoperto essere ricca anche di animali. E mi sono ritrovato a immortalare una coppia di picchi - difficilissimi da scorgere nella quotidianità in una città - , che ho scoperto appollaiati su un pino, appena fuori dal mio balcone. E poi ho visto dei parrocchetti nidificare nei pressi del laghetto, una foltissima colonia di piccole lepri e poi quelle meravigliose lucciole: il loro ritorno è un segno tangibile di come la qualità dell’aria sia tornata molto buona in seguito alle limitazioni». È stato complesso realizzare quello scatto simbolo? «In realtà è difficilissimo fotografarle, perché il movimento è costante e per riuscirci mi sono servite tre ore di appostamento: volevo cogliere più luci possibile nel campo visivo dell’obiettivo. È un momento che ho voluto documentare anche per lanciare un messaggio di sostenibilità ambientale, perché ci dimostra come, se adottassimo uno stile di vita diverso, la natura potrebbe tornare a riempire degli spazi che oggi non ha. È successo anche altrove, con lupi e orsi. Vedere in giro mascherine e guanti usati buttati nel verde però mi dice che non abbiamo imparato molto». Come cambia il suo lavoro quest’emergenza? «Non è stato possibile viaggiare per preparare i documentari della nuova stagione del Mondo Insieme, ma ho già iniziato un viaggio alla riscoperta dei borghi più belli della Lombardia. L’idea, per quest’anno, potrebbe essere quella di valorizzare il nostro Paese e le sue bellezze,». n

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