La Flexotecnica in mani tedesche

Passa di mano il colosso della produzione di macchine per la stampa. La Flexotecnica è stata comprata da un marchio tedesco, la Koenig & Bauer AG con sede a Wurzburg, in Baviera. L’acquisizione del “pacchetto” di maggioranza di azioni è stato ufficializzato ieri mattina, dopo una trattativa con la società del gruppo Cerutti. I dettagli dell’operazione sono ancora coperti da segreto, ma l’ingresso di nuovi proprietari a Tavazzano rappresenta una svolta importante per il settore produttivo del Lodigiano.

Con un fatturato di 37 milioni di euro all’anno, oltre un centinaio di dipendenti, Flexotecnica lavora in un complesso industriale di 8600 metri quadrati coperti, su un’area di 25mila metri quadrati. Un’area molto ampia a due passi dalla via Emilia. La ditta è specializzata nella costruzione di rotative per la stampa, in larghezze che arrivano fino ad un massimo di 3200 millimetri. Il processo della stampa viene eseguito su tutti i materiali flessibili per l’imballaggio nonché sulle carte e sul cartoncino teso. «Per il gruppo Cerutti - dichiara l’amministratore delegato dell’azienda Claudio Bisogni - questa operazione rappresenta allo stesso tempo sia una fase del processo di ristrutturazione che il rafforzamento delle ottime relazioni esistenti tra i due gruppi». In merito poi all’accordo raggiunto, dallo stabilimento lodigiano sono arrivate parole di soddisfazione: «L’ingresso di Flexotecnica spa nel gruppo Kba rappresenta sia dal punto di vista commerciale che industriale una valevole opportunità di miglioramento della propria posizione sul mercato. I due gruppi continueranno nel percorso di collaborazione al fine di sviluppare Flexotecnica e il suo portafoglio prodotti nell’interesse comune e del mercato stesso». La ditta è una presenza molto forte sul mercato, che esporta una larga parte delle sue linee di prodotto e dispone poi di centri di assistenza tecnica e commerciale in quasi tutti i continenti. L’azienda negli ultimi anni si è ulteriormente rafforzata, specialmente negli Usa e in Estremo Oriente, ed è una realtà produttiva leader per la produzione di rotative per l’editoria e rotocalco per l’imballaggio. Dopo alcuni momenti di difficoltà negli anni più duri della crisi, ora l’azienda sembra navigare in acque tranquille, anche con buone possibilità di crescita. Il nuovo ingresso del capitale dei tedeschi, che detengono la quota di maggioranza, permetterà ora di puntare a nuovi progetti di sviluppo dell’azienda di Tavazzano. «Abbiamo già chiesto un incontro all’amministrazione delegato per capire i nuovi piani dell’azienda, un confronto che abbiamo sollecitato - spiega il rappresentante delle parti sociali, Giovanni Ranzini (segretario Fiom Cgil Lodi) -. Ovviamente l’auspicio è che questa acquisizione non abbia un impatto negativo sull’organizzazione del lavoro. Da quanto ci risulta l’andamento dell’azienda è buono».


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