La ditta dell’olio «non lavorava» e ha fatto sparire quattro milioni
Finanzieri impegnati in attività di controllo nelle banche dati dell’anagrafe tributaria e delle forze dell’ordine che permettono di evidenziare irregolarità

La ditta dell’olio «non lavorava» e ha fatto sparire quattro milioni

Cornegliano, blitz della Finanza di Pavia in paese, un lodigiano è indagato

Dovevano produrre e commercializzare olio e altri prodotti alimentari, ma in realtà la società era solo una copertura per ottenere finanziamenti da una trentina di istituti di credito, e far sparire il denaro così ottenuto. La guardia di Finanza di Pavia, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pavia, ha sequestrato beni per circa 4 milioni di euro tra la provincia di Pavia e la provincia di Lodi a 14 persone indagate per bancarotta fraudolenta, distrazione e ricorso abusivo al credito, falso in bilancio e auto-riciclaggio. La società in fallimento aveva sede legale a Voghera e sede operativa a Cornegliano Laudense. Operativa per modo di dire. L’indagine, volta tramite accertamenti finanziari nei confronti dei 14 indagati, ha portato alla luce un complesso sistema di drenaggio di ingenti finanziamenti ricevuti dalle banche verso altre società fantasma o persone fisiche. Gli indagati avevano aperto decine di conti correnti in altrettanti istituti di credito per ottenere illecitamente finanziamenti e anticipazioni di denaro, dietro presentazione di fatture false, emesse per operazioni inesistenti. A garanzia dei prestiti, gli amministratori occulti della società fallita hanno presentato bilanci falsi e false dichiarazioni per testimoniare una situazione economica e patrimoniale solida. Ma una volta ricevuto il denaro, che poi non veniva più restituito alle banche, la società fallita trasferiva importanti bonifici ad altre società e persone fisiche, tutti prestanome collegati, e a volte imparentati, con i principali indagati, due fratelli residenti uno nel pavese, l’altro nel Lodigiano, titolari della società fallita. A conclusione dell’indagine, condotta dalle Fiamme gialle della compagnia di Voghera, coordinate dal pm di Pavia Camilla Repetto, sono stati posti sotto sequestro circa 4 milioni di beni tra disponibilità finanziarie per oltre 600mila euro, fabbricati, terreni e un autoveicolo, e poi 9 orologi di lusso dal valore complessivo di 80mila euro, tra cui Rolex, Cartier e Iwc, e del denaro contante ritrovati all’interno di una cassetta di sicurezza nella disponibilità degli indagati.n


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