La comunità ringrazia il luogotenente Osvaldo Niglio, il volto dell’Arma a Senna
Osvaldo Niglio riceve il riconoscimento dalle mani del sindaco di Senna Silvano Negri

La comunità ringrazia il luogotenente Osvaldo Niglio, il volto dell’Arma a Senna

Il sindaco Silvano Negri ha consegnato un riconoscimento allo storico comandante della stazione

Mancheranno le strette di mano e le frequenti telefonate; resteranno la stima reciproca e i ricordi di quanto condiviso sul territorio di Senna Lodigiana. Ieri mattina, in Comune, il sindaco Silvano Negri ha consegnato una targa di ringraziamento al luogotenente Osvaldo Niglio, comandante della stazione di Orio Litta, in servizio anche a Senna, in occasione del suo pensionamento.

«Oggi è una giornata importante per tutti noi - ha detto Negri -. Il comandante finisce la sua carriera e noi gli riconosciamo il merito di esserci stato vicino per tanti anni. Durante la pandemia mi confrontavo spesso con lui ed è sempre stato disponibilissimo a darmi consigli e pareri, in un momento in cui non era facile districarsi tra i vari Dpcm. Ci siamo sempre confrontati ed è stato un appoggio molto importante per me alla mia prima esperienza da sindaco», ha concluso Negri consegnando il riconoscimento.

Un riconoscimento che «vale molto per me - ha detto Niglio -. Sono arrivato nella Bassa il 21 aprile 1990, in una realtà completamente diversa dai miei luoghi di origine e da Milano, da cui arrivavo. Mi sono sentito subito a mio agio, grazie a persone come il sindaco Negri, ai qui presenti ex sindaci Zanoni e Premoli e a tutti quelli che li hanno preceduti. Mi sono arruolato il 15 maggio 1982 e ho passato quasi quarant’anni con l’uniforme addosso; a breve consegnerò tutta la mia dotazione, non potrò più indossare la divisa, ma gli alamari, come disse Dalla Chiesa, mi sono stati cuciti sulla pelle dall’esperienza e quelli non me li toglierà nessuno». Anche lui ha ricordato la pandemia: «Mai avrei immaginato di vivere certe situazioni; costringere le persone a stare in casa. È stato un momento tragico, ma era l’unica soluzione per metterci al riapro da questa malattia. Abbiamo cercato di fare tutto il possibile stando vicino alle persone e il sindaco non lesinava le telefonate, il che vuol dire che era sul pezzo. Mi ha detto che gli mancherà la mia stretta di mano “forte e sincera” e io posso dire che era sicuramente sincera; ho fatto quello che potevo, spero di averlo fatto bene».


© RIPRODUZIONE RISERVATA