La Cassazione ha discusso il ricorso contro l’assoluzione di Uggetti
Uggetti e il suo avvocato

La Cassazione ha discusso il ricorso contro l’assoluzione di Uggetti

Venerdì il verdetto in merito all’istanza della Procura generale

Carlo Catena

La Corte di Cassazione ha discusso oggi il ricorso presentato dalla Procura generale di Milano contro l’assoluzione con formula piena “perché il fatto non sussiste” dell’ex sindaco Pd di Lodi Simone Uggetti che era stata pronunciata il 25 maggio dello scorso anno dalla Seconda sezione penale della corte d’appello di Milano. Il verdetto è atteso entro domani mattina e riguarda anche i tre coimputati. La vicenda è quella del “caso piscine” che il 3 maggio del 2016 aveva visto la guardia di finanza arrestare il primo cittadino in carica, e condurlo in carcere, per l’ipotesi di “turbata libertà degli incanti” perché avrebbe influito indebitamente sulla predisposizione del bando di gara per la gestione per sei anni delle piscine scoperte di via Ferrabini e del parco del Belgiardino. E avrebbe messo a conoscenza di una bozza del bando anche amministratori della società mista Sporting Lodi, prima che avvenisse la pubblicazione. A fronte di una condanna in primo grado dell’ex sindaco a 10 mesi di reclusione, con pena sospesa, nel novembre del 2018 in tribunale a Lodi, la corte d’appello aveva ribaltato il verdetto ritenendo che il sindaco sarebbe rimasto entro il “margine di intervento” di indirizzo politico amministrativo concesso anche dalla legge regionale di riferimento e non ci sarebbe stata collusione, cioè un accordo “clandestino” diretto ad alterare la concorrenza e influire sul normale svolgimento delle offerte. “Ci si deve confrontare con la necessità di non punire indiscriminatamente le mere irregolarità formali attinenti all’iter procedimentale”. La Procura generale di Milano aveva presentato ricorso per Cassazione ritenendo, al contrario, non sufficiente il fine “di bene pubblico” per non far sussistere il reato di turbativa d’asta, trattandosi, nella giurisprudenza consolidata, di un “reato di pericolo” che si consumerebbe a prescindere.


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