La casa di riposo di Sant’Angelo torna a regime, ma con il bilancio in rosso
La casa di riposo di Sant’Angelo Lodigiano

La casa di riposo di Sant’Angelo torna a regime, ma con il bilancio in rosso

I posti sono quasi tutti occupati, ma la pandemia non ha fatto bene ai conti. La parrocchia ha lanciato una campagna di sostegno

Un solo posto libero tra i 123 accreditati con Regione Lombardia e cinque su dieci coperti in regime di solvenza. E venti invece gli anziani che sono tornati a vivere gli spazi del centro diurno integrato. Tornano a regime i numeri - almeno sul fronte degli utenti - della casa di riposo della Fondazione Madre Cabrini onlus di via Cogozzo, che - dopo i mesi dello tsunami Covid e la perdita di molti anziani - è tornata quasi a piena capienza. Chiuso il bilancio 2020 a meno 420 mila euro, a fronte di una perdita inizialmente stimata in oltre mezzo milione di euro, ma a dar manforte ai conti è arrivato l’aiuto della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi, che ha assicurato 70 mila euro di risorse, la generosità della comunità attraverso donazioni, ma anche un rimborso da 28 mila euro tramite l’Agenzia delle entrate e legato all’acquisto dei dpi. Altro tema è quello dei ristori di Regione Lombardia, che però assicura solo quanto previsto nel budget e già contrattualizzato - ovvero quanto già assicurato per ogni posto accreditato - , ma non i mancati introiti delle rette per la perdita degli utenti vittime della pandemia. Per far fronte alla situazione economica, la scelta è stata quella di ricorrere ad un mutuo, ma le preoccupazioni sul futuro rimangono. «Da quando Regione Lombardia ci ha dato la possibilità di avviare i nuovi ingressi ad oggi, siamo arrivati a coprire quasi tutti i posti disponibili - spiega Angelo Papa, direttore generale della struttura di via Cogozzo - e oggi rimangono scoperti sei posti in tutto, uno solo nell’offerta accreditata. Dal primo settembre scorso, il centro diurno integrato non ha mai chiuso. All’inizio si è operato con una formazione strettamente ridotta, mentre oggi siamo alla copertura di venti posti circa, sui 30 accreditati, e abbiamo la possibilità di assicurare ancora qualche nuovo ingresso». Si attendono nuove direttive anche sul fronte delle visite dei familiari. «Al momento il parente può scegliere tra la vetrata con l’utilizzo dell’interfono e la stanza degli abbracci donata dallo Spi Cgil: l’auspicio è che arrivino nuovi protocolli e meno restrizioni». Intanto la parrocchia dei Santi Antonio Abate e Santa Francesca Cabrini ha lanciato anche una campagna di sostegno per la rsa Madre Cabrini, dal titolo “Ricominciamo Insieme”, con la possibilità di donare tramite gli sportelli di via Cogozzo o Iban.


© RIPRODUZIONE RISERVATA