La Caritas di Lodi pronta ad accogliere i profughi afghani
Profughi arrivati in Occidente

La Caritas di Lodi pronta ad accogliere i profughi afghani

Una risposta alla profonda crisi che sta vivendo il paese asiatico

La Caritas lodigiana è pronta ad accogliere i profughi afghani in fuga dopo l’insediamento dei talebani. Gia in prima degli eventi di questi giorni, l’organismo pastorale della Cei aveva dato la disponibilità ad ospitare cittadini afghani definiti “collaborazionisti”, cioè coloro che hanno lavorato, ad esempio, a fianco delle Forze armate italiane: come possono essere gli interpreti, alcuni dei quali già assassinati in questi giorni in Afghanistan, le loro famiglie obiettivo di attacchi e rappresaglie.

Per adesso, però, quella di Caritas lodigiana è solo una disponibilità. Infatti ad oggi, a livello nazionale, non sono ancora state comunicate decisioni ufficiali. Anche Caritas lodigiana perciò attende le direttive che verranno prese dallo Stato italiano. Ma ha dato comunque da subito la disponibilità all’accoglienza.

Intanto la Caritas lodigiana aderisce al comunicato (il 15 agosto) della Caritas italiana che fa notare: “Dopo una guerra di vent’anni dai costi umani incalcolabili e miliardi di euro di spesa, il ritiro delle forze armate statunitensi sta lasciando il Paese in un tragico baratro. Come sempre saranno i più deboli a pagare il prezzo più altro, già in decine di migliaia in fuga dalle zone di combattimento. Assieme al personale delle ambasciate, anche i pochissimi sacerdoti, religiosi e religiose che si trovano a Kabul si stanno preparando al rientro obbligato. La comunità cristiana è piccola ma significativa, ha testimoniato l’attenzione nei riguardi dei più poveri e fragili”.

In Afghanistan, “Caritas Italiana è impegnata sin dagli anni Novanta. Nei primi anni Duemila ha sostenuto un ampio programma di aiuto di urgenza, riabilitazione e sviluppo, la costruzione di quattro scuole nella valle del Ghor, il ritorno di 483 famiglie di rifugiati nella valle del Panshir con la costruzione di 100 alloggi tradizionali per le famiglie più povere e assistenza alle persone disabili. Tra giugno 2004 e dicembre 2007, due operatori di Caritas italiana si sono alternati nel coordinare e facilitare le attività in loco”.


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