«La biglietteria della stazione di Lodi riapre settimana prossima»
Biglietteria chiusa: una serie di cartelli al posto del personale (Foto by Ribolini)

«La biglietteria della stazione di Lodi riapre settimana prossima»

Lo rende noto il circolo di Lodi del Partito Democratico che ringrazia per l’interessamento il ministro Lorenzo Guerini

La biglietteria della stazione ferroviaria di Lodi riaprirà entro il 25 settembre e non è escluso che questo termine possa essere anticipato, forse a martedì 22 settembre. Lo rende noto in un comunicato ufficiale il circolo di Lodi del Partito Democratico, che annuncia inoltre: «Nel frattempo, è stato programmato l’intervento di manutenzione della biglietteria elettronica, che si auspica possa concludersi quanto prima, ripristinando un servizio che rappresenta una fondamentale alternativa allo sportello fisico ed il cui blocco ha causato negli ultimi giorni gravissimi disagi ai numerosi utenti del trasporto ferroviario. Queste importanti informazioni giungono da fonte ufficiale e sono state recuperate grazie all’interessamento decisivo del ministro della Difesa, il lodigiano Lorenzo Guerini, che ha segnalato la situazione al ministero dei Trasporti perché avviasse una verifica nei confronti di RFI. Ancora una volta, invece, bisogna purtroppo segnalare l’inerzia dell’amministrazione comunale, che dopo alcuni timidi tentativi nel corso dell’estate, da fine agosto ha completamente abbandonato il tema della riapertura della biglietteria, proprio quando sarebbe stato necessario incalzare RFI per cercare di risolvere questo grave disservizio prima della piena ripresa delle attività lavorative e della riapertura delle scuole». Il Pd di Lodi conclude osservando che «il disinteresse della giunta comunale per le migliaia di lodigiani che utilizzano quotidianamente il servizio ferroviario è d’altra parte confermato dal vergognoso stato del deposito per le biciclette di viale Trentro Trieste, chiuso dal 12 agosto 2019, e dal blocco del bikesharing, sospeso oltre un anno e mezzo fa in attesa di un “piano di rilancio” mai visto».


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