Interdittiva antimafia per un’azienda di Lodi che gestisce palestre e centri sportivi
La prefettura di Lodi

Interdittiva antimafia per un’azienda di Lodi che gestisce palestre e centri sportivi

Aveva chiesto 30mila euro di contributi pubblici per l’emergenza Covid, sospetti su soggetti e società collegate

Il Prefetto di Lodi Marcello Cardona ha adottato un’interdittiva antimafia nei confronti di un’azienda con sede a Lodi, operante nella gestione di impianti sportivi, palestre e centri ricreativi. Il provvedimento si inserisce nel contesto dell’attività di controllo e monitoraggio attuata dalla Prefettura di Lodi sulla destinazione dei fondi statali e sulle richieste di finanziamento delle imprese a seguito dell’emergenza Covid-19. Le mirate azioni di verifica e approfondimento condotte dal Gruppo Interforze su tutte le richieste di finanziamento garantite dal fondo SACE – 732 da parte di 513 imprese, per un totale di circa 50 milioni di euro a livello provinciale, ha permesso di individuare elementi di condizionamento da parte di soggetti riconducibili alla criminalità organizzata, bloccando in questo caso una consistente richiesta di finanziamento (circa 30.000 euro) presentata dalla società alla quale peraltro si ritiene si collegassero ulteriori strutture “fantasma”. Non sarebbe infatti emersa la gestione di attività note nel territorio provinciale.

A seguito dei noti eventi pandemici, infatti, dallo scorso mese di aprile la Prefettura ha focalizzato l’attenzione anche sulle aziende richiedenti i finanziamenti garantiti dallo Stato al fine di evitare, proprio nel territorio colpito per primo dall’emergenza sanitaria, l’odiosa distrazione dei fondi destinati alla ripresa economica da parte di società e aziende legate al fenomeno mafioso. Il contributo non era stato ancora erogato e l’interdittiva comporta il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione.

«Si tratta di un provvedimento teso a garantire la corretta attribuzione delle risorse pubbliche, particolarmente significativo per il territorio lodigiano che ha subito le conseguenze anche economiche della istituzione della zona rossa per il contenimento del virus» ha commentato il Prefetto Cardona. Il lavoro della Prefettura e le verifiche da parte del Gruppo Interforze proseguiranno – non tralasciando il più ampio quadro normativo e di azione previsto dalla normativa in materia ( D. Lgs. 159/2011) a tutela dell’ ordine pubblico economico - nell’ottica di favorire, nel contempo, la liquidità per le imprese e l’esigenza altrettanto primaria di prevenire infiltrazioni criminogene sulle aziende beneficiarie degli interventi.


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