Infermieri come “tutor” al Maggiore, esperimento al via in Oncologia
Da sinistra Lucia Rossi, Cinzia Garofalo e Lucio Raimondi dell’Asst di Lodi

Infermieri come “tutor” al Maggiore, esperimento al via in Oncologia

Il personale seguirà i pazienti individualmente grazie a un progetto pilota avviato dal Sitra: «Così si valorizza la competenza di ciascuno»

All’ospedale Maggiore di Lodi gli infermieri si trasformeranno in “angeli custodi” per i malati di tumore. Un progetto pilota in tal senso è partito nel reparto Oncologia dove gli infermieri seguiranno i malati dall’inizio alla fine del loro percorso. Ogni malato avrà il suo infermiere di riferimento. A mettere in campo la nuova organizzazione è stato il Sitra (Servizio infermieristico tecnico riabilitativo aziendale) coordinato da Cinzia Garofalo.

L’ospedale Maggiore di Lodi

L’ospedale Maggiore di Lodi

L’ospedale Maggiore di Lodi

A spiegare il funzionamento del meccanismo sono la responsabile dell’area dipartimentale medico oncologica Lucia Rossi e il responsabile della formazione Lucio Raimondi: «Queste innovative figure si chiamano “infermieri primari”, in termine tecnico “primary nursing”, per distinguerli dagli altri infermieri del reparto che sono definiti “infermieri associati”.È come se fossero dei veri e propri primari del settore infermieristico che fanno il giro visite alla mattina, poi lasciano le indicazioni ai colleghi quando non sono in turno».

Per implementare la preparazione del personale addetto al nuovo servizio, è stato avviato un percorso formativo in gemellaggio con l’Istituto oncologico europeo. Il modello partito a livello sperimentale a Lodi «non è legato alla carenza di infermieri - precisa Garofalo -, ma accresce la professionalità dell’infermiere che si prende in carico tutte le funzioni».


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