In ospedale a Lodi martedì ore di allerta con oltre 50 malati in attesa di un letto
L’interno del pronto soccorso di Lodi (archivio)

In ospedale a Lodi martedì ore di allerta con oltre 50 malati in attesa di un letto

È emergenza per la doppia e consistente ondata di pazienti Covid e non Covid

Cristina Vercellone

Oltre 50 malati in attesa di un letto, a quasi due anni di distanza dall’inizio della pandemia a Lodi i medici si trovano ad affrontare una situazione del tutto inedita. Per la prima volta, gli operatori sanitari devono fare i conti con doppie e consistenti ondate di malati, Covid e non Covid.

E l’invito a non presentarsi in ospedale per una patologia che non sia più che urgente è davvero accorato. A snocciolare i numeri è il direttore sanitario dell’Asst Paolo Bernocchi. Preoccupano i malati Covid non vaccinati, che faticano a respirare, esattamente come facevano i pazienti nel marzo 2020, e gli anziani pluripatologici, non Covid, che necessitano di assistenza e cure in reparto.

Ieri mattina, spiega il dottor Bernocchi, «erano in attesa di ricovero, a Lodi, 22 pazienti Covid ( saliti poi a 25 nel pomeriggio , ndr) e 13 pazienti non Covid ( diventati poi dello stesso numero dei malati Covid nelle ore successive , ndr). Situazione difficile anche in Pronto soccorso, a Codogno, dove erano in attesa di ricovero 22 pazienti, 12 Covid e 7 non Covid».

All’ospedale di Lodi, ieri mattina, erano presenti 37 malati in area gialla e 6 in rianimazione, 5 dei quali intubati. A Sant’Angelo, invece, erano presenti 11 malati in malattie infettive e 20 pazienti nell’area dedicata ai subacuti. A Codogno, in area gialla, che oggi passa a 20 letti, erano ricoverati 16 malati, in rianimazione 2, ma non intubati. Oggi, sempre nell’ospedale della Bassa, protagonista mondiale della prima diagnosi di Coronavirus, si riattivano anche altri 10 letti Covid in chirurgia, per far fronte all’incremento delle richieste. E in linea con le nuove prescrizioni arrivate da Regione Lombardia.

«Iniziare a lavorare la mattina con una quarantina di pazienti in attesa di ricovero tra Lodi e Codogno è difficile - commenta il primario del pronto soccorso Stefano Paglia -. L’Asst sta facendo il lavoro di convertire i letti. A differenza degli altri due inverni ci troviamo con pazienti Covid e non Covid, entrambi critici, sia a Lodi che a Codogno. Bisogna davvero evitare di venire in pronto soccorso per ragioni che non siano più che urgenti, anche perché siamo costretti a occuparci di persone che non respirano. Ci vuole molta cautela».


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