In 30 comuni lodigiani decessi triplicati

In 30 comuni lodigiani decessi triplicati

Oltre 400 i morti nelle prime tre settimane di marzo: l’Istat certifica il dramma vissuto dal territorio a marzo, lo scorso anno i decessi erano stati 120

Oltre 400 morti nelle prime tre settimane di marzo in 24 comuni del Lodigiano, a fronte dei 120 dell’anno scorso. È quello che emerge da un’elaborazione statistica dell’Istat compiuta sui dati di mortalità di tutti i comuni italiani che li hanno trasmessi. Per il Lodigiano ci sono tutte le maggiori città e i centri della ex zona rossa, ed è evidente quante macerie sociali stia lasciando dietro di sé l’epidemia.

Questa comparazione dunque risponde, in maniera parziale e non scientifica, ai dubbi di tanti che apertamente ritengono sottostimati i numeri ufficiali dei decessi da Covid-19, soprattutto perché di fatto vengono registrati solo i deceduti in ospedale, di cui si ha certezza della positività, mentre non sono intercettati i tanti che stanno morendo nelle abitazioni e nelle case di riposo, a cui non è mai stato fatto il tampone.

Il dato complessivo è impietoso: i morti di quest’anno sono 3 volte e mezzo quelli dell’anno scorso. Nel 2019 furono 120, quest’anno sono stati 416, con un incremento del 246 per cento. E gli uomini sono morti molto di più delle donne, proprio come accade per il Covid-19. Se l’anno scorso la percentuale sul totale era quasi uguale, 51 per cento gli uomini, 49 le donne, nel 2020 in sole tre settimane gli uomini sono saliti al 58 per cento, contro il 42 delle donne. L’incremento della mortalità degli uomini è stato del 293 per cento, quello delle donne del 198 per cento, un terzo in meno.

Il periodo di riferimento è dall’1 al 21 marzo, quando la ex Zona Rossa si trovava nel pieno dell’epidemia, e nel resto della provincia cominciava a dilagare, ma era appena agli inizi a Lodi e nel circondario. Per questo Lodi città mostra meno i segni del Covid-19 nei dati generali: l’anno scorso i decessi furono 32, quest’anno 38, un incremento solo del 18 per cento, mentre Lodi Vecchio addirittura ha un decremento di mortalità, da 12 a 9, e in modo analogo Tavazzano si mantiene pressoché costante, 6 morti nel 2019, 7 nel 2020, Mulazzano passa da 2 a 5.

Se ci si sposta però nei Comuni della Bassa, l’anomalia Covid-19 mostra tutti i suoi segni. Codogno passa dai 15 morti dell’anno scorso agli 87 di quest’anno, con un incremento del 480 per cento, e ancora peggio fa Castiglione: nel 2019 aveva contato 3 decessi, quest’anno 43, con un tasso di crescita del 1333 per cento. Casale fa più del doppio dell’anno scorso, un incremento del 128 per cento passando da 14 decessi a 32, e Maleo incrementa del 475 per cento, da 4 a 23 morti. Altri comuni della Bassa segnalano anomalie, anche se con numeri più contenuti: Brembio incrementa del 700 per cento, passando da 1 morto nel 2019 agli 8 del 2020, Fombio addirittura del 900 per cento passando da 1 nel 2019 a 10 nel 2020. Di Corno Giovine non si può neppure calcolare l’incremento: nel 2019 non ci furono decessi, quest’anno 8, e ancora Castelnuovo Bocca d’Adda è passato da 2 a 14 (+600 per cento), Guardamiglio da 3 a 12 (+300 per cento), Livraga da 2 a 11 (+450 per cento), San Fiorano da 2 a 6 (+200 per cento), San Rocco al Porto da 3 a 18 (+500 per cento). Senna da 2 a 6 (+200 per cento) e Somaglia da 3 a 6 (+100 per cento).

Anche nel centro lodigiano i numeri indicano l’anomalia: Borghetto da 3 a 16 (+433 per cento), Crespiatica da 3 a 7 (+600 per cento, Graffignana da 0 a 5 (non calcolabile), San Martino in Strada da 1 a 10 (+900 per cento), Sant’Angelo da 7 a 28 (+300 per cento), persino Sordio da 1 a 7 (+600 per cento). Degli altri comuni non sono disponibili i dati.


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