Il virus si è portato via il “vigile buono”

Il virus si è portato via il “vigile buono”

Cornegliano, Pieve, Massalengo e Borgo i comuni in cui Angelo Disingrini prestava servizio: «Siamo senza parole». Aveva a lungo prestato servizio anche a Lodi

Rossella Mungiello

È rimasto in contatto con i sindaci dei suoi Comuni fino all’ultimo. Domenica aveva parlato con il sindaco di Cornegliano, lunedì mattina aveva chiesto notizie su questioni aperte a Massalengo. E il sindaco Severino Serafini gli aveva detto, per farlo sorridere, «urla al virus, come urli a me». E invece il virus se l’è portato via, strappandolo all’affetto dei familiari, dei tre figli, della compagna Anna, infermiera all’ospedale di Lodi, dei tanti cittadini su cui ha vigilato per anni.

Quattro comunità in lutto nel Centro Lodigiano per la scomparsa del “vigile buono” Angelo Disingrini, dal 2012 comandante della polizia locale di più Comuni che condividevano la funzione associata - Cornegliano Laudense, Pieve Fissiraga, Massalengo e Borgo San Giovanni -, ma anche storico vigile di Lodi, in servizio nel capoluogo dal 1984 al 1997, quando si era trasferito poi a Cornegliano. Disingrini avrebbe compiuto 62 anni il prossimo 21 aprile e viveva a Pieve Fissiraga. Ricoverato da qualche giorno, prima a Crema, poi al Sant’Ambrogio di Milano, se n’è andato nella notte tra lunedì e ieri. Dai sindaci dei Comuni che seguiva arriva il cordoglio a nome delle comunità, ma ieri anche i colleghi del comando hanno voluto ricordarlo con un’immagine.

«Siamo tutti senza parole e addolorati - sottolinea Claudio Moneta, sindaco di Cornegliano Laudense, sede del comando - : Disingrini era una figura di riferimento e strategica, non solo a Cornegliano, ma per tutti i comuni. Gioviale, sempre disponibile con tutti, la sua scomparsa è una perdita grande. Il cordoglio mio e a nome dell’amministrazione comunale va alla famiglia». «Sindaco, non si preoccupi, ci penso io» è la frase che cita Stefano Guerciotti, primo cittadino a Pieve Fissiraga. Perché, spiega, «questo era il suo modo di affrontare ogni situazione: mettersi a disposizione, farsi carico di tutti i problemi con fare pratico e l’intento di risolverli. Una persona rispettosa, buona, perbene e riservata, sempre in grado di farti sentire la sua presenza, senza mai essere invasivo, ma sempre propositivo».

A ricordarlo anche il sindaco di Massalengo Severino Serafini. «Era una persona genuina, diretta, dal carattere forte come il mio. Discutevamo un giorno sì e l’altro pure, ma sapevamo che il giorno dopo saremmo tornati a sentirci e a confrontarci, come sempre. Lunedì mattina gli ho scritto “urla al virus, come fai con me” per farlo sorridere. Ci stringiamo alla famiglia in questo momento di dolore». I comuni oggi sono anche privi di agenti di polizia locale per il monitoraggio del territorio. «Siamo in stretto contatto con i carabinieri - spiega il sindaco Moneta - che ci stanno assicurando un supporto ulteriore in questo periodo particolare».


© RIPRODUZIONE RISERVATA