Il Vescovo ammira i restauri in basilica a Lodi Vecchio VIDEO
Il vescovo monsignor Malvestiti ammira il restauro del Cristo (Tommasini)

Il Vescovo ammira i restauri in basilica a Lodi Vecchio VIDEO

Monsignor Malvestiti sui ponteggi per guardare da vicino l’antico affresco del Cristo Pantocratore

Lo sguardo quasi sospeso, il particolare della barba, il mantello rosso, la mano destra ad indicare la Trinità, sull’abito una sorta di pallio ridotto e dai fini ricami: immenso, il Cristo Pantocratore dell’abside della Basilica di Lodi Vecchio. Ancor più se visto da vicinissimo, dai ponteggi dei restauratori. Davanti al Cristo che con la sinistra regge l’evangelo aperto sulla scritta “Ego sum via, veritas, vita”, il vescovo di Lodi monsignor Maurizio Malvestiti ha recitato la preghiera per il Sinodo “Insieme sulla via”, e tra memoria e futuro ha affidato a lui tutta la diocesi di Lodi.

Immagini uniche, quelle di giovedì mattina: monsignor Malvestiti con l’elmetto protettivo sulle scalette verso l’alto, si è poi fermato a lungo sui ponteggi a contemplare la figura imponente e ha ringraziato chi sta lavorando nel restauro, ascoltando quanto viene compiuto in questo periodo. Con il direttore dei lavori Pier Paolo Zanaboni sono presenti il restauratore Davide Cesari e le collaboratrici Paola Cassani, Sara Offredi ed Eleonora Alù. Con il vescovo, don Flaminio Fonte direttore dell’Ufficio beni culturali della diocesi e l’ingegnere Renato Sambusida.

Dall’entrata della basilica hanno seguito la visita il delegato vescovile monsignor Antonio Spini, il parroco monsignor Diego Furiosi e il vice parroco don Riccardo Fava. «Abbiamo iniziato nell’area presbiterale con pulizia, stuccatura, lavoro sugli intonaci – ha spiegato il restauratore Cesari -. I precedenti interventi risalgono al 1958 – 60 e al 1986. Nell’area absidale si tratta di operare non sul consolidamento ma sull’aspetto estetico. Per il Cristo possiamo rilevare senz’altro il metodo pittorico antico, risalente al Trecento». Ammirando il Pantocratore, il vescovo ha affermato: «Colpisce il suo sguardo. Sembra che stia per pronunciare una parola. L’aspetto è imperiale, bizantino, fa pensare al pellegrino russo che da “povero peccatore” per tutta la vita, ad ogni respiro, invoca “Gospodi pomilui”, cioè “Signore, abbi pietà di me”. Fino all’ultimo istante. È allora che Cristo risponde, “Sì, ho pietà di te”. Questo Pantocratore sembra essere sul punto di pronunciare quelle parole». E ha rilevato come il fine disegno degli ornamenti regali del Pantocrator e quelli pontificali di san Bassiano potrebbero essere riprodotti sulle vesti sacre liturgiche, evidenziando, altresì, l’opportunità di qualche momento sinodale in basilica. Attorno al Signore i simboli dei quattro evangelisti, mentre sulla destra per la figura di San Giovanni, Cesari sta compiendo studi. Sulla sinistra colpiscono l’Odigitria e Bassiano. «Lui è il primo vescovo di Lodi, io l’ultimo…», ha detto monsignor Malvestiti. Terminata l’abside, i lavori passeranno alla fascia più in basso che comprende i dodici apostoli dell’Agnello.


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