Il Pronto soccorso di Lodi alla Bbc in un film-verità sul coronavirus
Il documentario

Il Pronto soccorso di Lodi alla Bbc in un film-verità sul coronavirus

Medici, infermieri e operatori hanno raccontato la fase più dura

Nei giorni scorsi Bbc News ha parlato italiano e con un forte accento lodigiano. Sul canale di informazione della televisione inglese, infatti, è stato trasmesso un film che raccontava la storia del pronto soccorso di Lodi nei giorni del coronavirus. Si intitola “Inside the red zone: the hospital at the heart of Italy’s pandemic” ovvero “Dentro la zona rossa: l’ospedale nel cuore della pandemia italiana” e a realizzarlo sono stati Francesca Sironi e Alberto Gottardo. In 27 minuti il film ripercorre le vicende del dipartimento di emergenza e urgenza di Lodi e Codogno, che ha affrontato il primo caso di Covid 19 in Italia il 20 febbraio, quando ancora nessuno sapeva che questa malattia era approdata nel Belpaese. Come dice nell’intervista il primario del pronto soccorso Stefano Paglia, è stato uno tsunami, la prima grande ondata, da gestire usando la strategia del massimo contenimento.

Nel film le voci di medici e infermieri lodigiani si inseguono tracciando le tappe della crisi, con interventi del primario di pronto soccorso, ma anche della dottoressa Annalisa Malara, che ha identificato il caso di Mattia, del primario di Rianimazione Enrico Storti, della dottoressa Francesca Cò, del caposala Aurelio Farina. Le loro interviste vengono proposte in italiano, con i sottotitoli inglesi. Diversi angoli di Lodi come il sottopassaggio, l’ospedale nuovo, la ex maternità e alcuni scorci del centro storico, vengono proposti al pubblico, di contrappunto alle immagini girate in ospedale. E poi c’è la parte a casa del dottor Paglia, che in giardino cucina la carne alla griglia per sua moglie e le sue figlie. Anche loro vengono intervistate ed esprimono un parere suoi giorni critici in cui il padre non c’era, chiuso in ospedale 24 ore su 24, costretto a dormire su una poltrona-letto come altri suoi colleghi, sempre all’erta per l’arrivo di nuovi casi da affrontare con tempestività.

Nel film della Bbc si parla anche del bombardamento emotivo cui sono stati sottoposti i sanitari, della loro condizione di straniamento dal resto del mondo, di come rientrare a casa fosse un’esperienza anomala, difficile da collocare.

Un altro aspetto interessante, sottolineato dal dottor Paglia, riguarda infine la “tentazione del rifiuto”, che all’epoca era e ancora adesso è costante. Ma rappresenta un pericolo, così come “l’accanita volontà di pensare di tornare alla normalità”. Una riflessione che in realtà suona come una specie di appello. Soprattutto adesso che la gente ritrova il piacere di incontrarsi e magari non si rende conto del tutto che farlo senza le dovute precauzioni potrebbe rivelarsi un boomerang.


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