Il grido di dolore di commercianti e baristi di Melegnano: «Rischiamo di chiudere»
L’ultimo brindisi dei clienti di un bar di Melegnano prima dell’inizio del lockdown

Il grido di dolore di commercianti e baristi di Melegnano: «Rischiamo di chiudere»

La nuova stretta anti-coronavirus spaventa non poco gli operatori, che devono fare i conti con la contrazione degli affari

«Con la nuova chiusura nel giro di pochi mesi, rischiamo davvero di alzare bandiera bianca, in questi mesi abbiamo sempre rispettato le regole anti-Covid». A poche ore dalla chiusura avvenuta in serata, è questo il grido di dolore dei commercianti costretti alla serrata dopo il nuovo provvedimento varato nella giornata di mercoledì per arginare l’avanzare del covid nella regione. «Dobbiamo certamente mantenere la guardia alta nei confronti dell’epidemia, ma pesano tanto anche i ritardi e gli errori, che hanno contribuito a trasformare l’emergenza sanitaria in una crisi economica e sociale - taglia corto senza tanti giri di parole Mosè Cugnach, titolare del Barbarossa in via Bascapè e referente dei pubblici esercizi per conto di Confcommercio Melegnano -: diventa necessario ripristinare quanto prima le normali condizioni di attività, ma chiediamo anche indennizzi adeguati e ampie moratorie fiscali». Da una trentina d’anni Marco Morelli gestisce l’omonimo negozio di tessuti nella centralissima via Conciliazione, che proprio nel 2021 festeggerà il primo secolo di vita. «In tanti anni di lavoro non mi sono mai trovato in una situazione simile, proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) dovevo allestire la nuova vetrina, naturalmente ho dovuto annullare tutto - afferma amareggiato nel negozio in centro storico -. Quando li ho chiamati per disdire gli ordini, i fornitori affranti mi hanno detto di essere sull’orlo della chiusura definitiva: oltre ad aver sempre rispettato le normative anti-Covid, non abbiamo certo una folla di clienti, non è sicuramente qui che avvengono i contagi. Eppure ancora una volta siamo noi le vittime dei provvedimenti governativi, non riusciamo proprio a comprendere le ragioni di questa decisione». Con la sua Dispensa toscana in fondo a via Monte Grappa, una decina di anni fa Claudio Tosi ha portato a Melegnano un pezzo di Firenze e dintorni. «Stasera (ieri, ndr) chiuderò l’area riservata al bar, rimuoverò tutte le sedie, comprese quelle del dehor esterno, per il quale ho investito non poche risorse dopo la riapertura della scorsa primavera - sono le sue parole -. D’ora in poi sarò attivo solo per i servizi d’asporto e a domicilio, ma non sarà naturalmente la stessa cosa, anche per me le perdite saranno molto rilevanti». Concetti ribaditi dal titolare della pizzeria Tocky-d in via Monte Grappa Tony Di Bello, mentre tra piazza Matteotti e via Roma gli ambulanti iniziano a smontare i banchi del mercato dell’abbigliamento, che da domenica mattina dovrà anch’esso fare i conti con la stretta varata in sede governativa.n


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