Il Fanfullino della Riconoscenza  andrà alla comunità ferita dal Covid
Nell’elaborazione grafica, la piazza della Vittoria con la statuetta del Fanfullino

Il Fanfullino della Riconoscenza andrà alla comunità ferita dal Covid

Un significato corale per la massima onorificenza di Lodi dopo la bufera sanitaria

Un premio agli eroi di ogni giorno, a chi non si è distinto non per gesti eccezionali, ma per aver vissuto, nel periodo più buio di sempre, seguendo le regole. E adeguandosi a restrizioni inimmaginabili prima. In un anno straordinario, anche la massima onorificenza civica della città di Lodi scrive una pagina nuova. Andrà a tutta la comunità lodigiana il Fanfullino della Riconoscenza della Familia Ludesana, edizione 2021. A darne notizia è il regiù della Familia Ludesana Paolo Caretta. «È apparso subito chiaro a tutti i componenti del “cunsili” che quest’anno non si poteva far finta non fosse accaduto nulla - spiega Caretta - e premiare una persona appartenente a una qualsiasi categoria non coinvolta dall’emergenza sarebbe stato certamente poco piacevole. Per questo abbiamo pensato in primis ai medici in prima linea, ma lo sono anche gli infermieri, tecnici di laboratorio, volontari della Croce Rossa o della Protezione Civile. E come potevamo dimenticare le forze dell’ordine? O i farmacisti o gli addetti dei supermercati, le commesse, le cassiere». Insomma una lista corposa di persone, che hanno lavorato senza mai fermarsi, per garantire a tutti di poter avere servizi e beni di prima di necessità. Da questa considerazione è nato un ragionamento più ampio e si è iniziato a guardare alla comunità tutta, alla strade deserte e spettrale nel periodo di lockdown; a chi ha scelto, ogni giorno, di fare la propria parte. A «ogni semplice cittadino lodigiano che si è comportato in maniera estremamente responsabile nei confronti delle regole dettate dall’emergenza sanitaria» ed è per questo che il Fanfullino andrà all’intera comunità, per la prima volta nella storia del premio nato nel 1968. «Non ci sembrava giusto far ritirare il premio da chi rappresenta le istituzioni, perché il sindaco e non il prefetto o il presidente della Provincia? Abbiamo deciso così di consegnarlo a due bambini, un maschio e una femmina, perché rappresentano la speranza per il futuro». L’idea è coinvolgere «Il Cittadino» per lanciare un appello alle famiglie che hanno figli di sette o otto anni nati il 20 febbraio - come data simbolo della lotta al nuovo coronavirus perché coincide con la scoperta del primo caso di Codogno - e i primi genitori che invieranno le candidature saranno coinvolti per le premiazioni simboliche. Innovativa anche la scelta di conservare il riconoscimento alla comunità in luogo dall’alto valore simbolico e di passaggio, come l’atrio dell’ospedale Maggiore di Lodi, in una teca, in memoria della pandemia 2020. In cui tutti i lodigiani hanno indossato i panni di supereroi del quotidiano.


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