Il “delfino” D’Angelo sfiderà il Po: «Servono coraggio e incoscienza»

Il “delfino” D’Angelo sfiderà il Po:

«Servono coraggio e incoscienza»

Il 56enne nuotatore master di Sant’Angelo il 15 settembre si cimenterà nell’ennesima impresa

«Ci vuole coraggio sì, e forse anche un pizzico di incoscienza». Considerato che nelle acque del Po non ha mai fatto neppure un bagno e il prossimo 15 settembre ci passerà almeno 8 ore, nuotando per 80 chilometri tra Monticelli d’Ongina e Boaretto, tra le province di Piacenza e Reggio Emilia. Nel tentativo di agguantare il record mondiale, perché nessuno prima ha mai nuotato per oltre 80 chilometri in acque così insidiose. Torbide, profonde e magari con qualche mulinello in agguato. È la sfida del santangiolino d’adozione Walter D’Angelo, 56 anni, nuotatore master, maestro di salvamento - certificato dalla società nazionale Salvamento di Genova e impegnato nell’abilitazione di un centinaio di giovani ogni anno - e ancora istruttore di nuoto presso la Canottieri Olona e la piscina Aquasalus di Milano.

Per lui, le imprese al limite non sono una novità, dato che, insieme ad altri tre componenti dell’Italian Dolphin Team, che ha fondato, è stato il primo italiano a vincere la sfida della traversata della Manica a nuoto, in 12 ore e 29 minuti per 43 chilometri di bracciate: record riconosciuto anche da un premio, ricevuto a palazzo Isimbardi nel 2011.

Due anni dopo, D’Angelo, ha invece attraversato per sei volte consecutive lo stretto di Messina, per un totale di 25 chilometri in 7 ore e 30 minuti: «Siamo solo due in tutto il mondo ad averlo fatto, l’altro nuotatore è il romano Gianni Golini».

D’Angelo partirà intorno alle 8.30 del mattino da Monticelli d’Ondina e sarà seguito da due barche con un soccorritore esperto in acque fluviali, il responsabile della sicurezza della società Rescue Team, un medico, gli esperti della Premiere, che forniranno allo sportivo - ogni 40 minuti circa - integratori diversi, attraverso un lungo bastone. D’Angelo non dovrà mai appoggiarsi alla barca per non fallire l’impresa. «Mi alleno molto sulla resistenza e sulla concentrazione, perché ci vuole notevole forza mentale per nuotare ore e ore, peraltro in questo caso senza neppure vedere il fondo perché le acque sono torbide - racconta - : sono acque non facili, ci sono stati tanti incidenti e annegamenti, ma ai timori non penso, penso all’obiettivo».


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