Il covid-19 presenta il conto: «Mi sono arrivati tutti gli esami da pagare»
L’ospedale di Codogno

Il covid-19 presenta il conto: «Mi sono arrivati tutti gli esami da pagare»

Dicono ai malati di non andare al pronto soccorso ma almeno lì sarebbero stati gratis

Prima le fanno radiografia, tac, eco polmonare e visita pneumologica dicendole che è tutto gratis. E due mesi dopo dall’ospedale di Codogno la chiamano per pagare. «Sinceramente questa cosa mi ha lasciato perplessa, è talmente assurda…» si sfoga Loredana Guzzetti di Secugnago raccontando la sua storia, che ha scoperto è anche quella di altri. Tutto ha inizio il 30 marzo quando la donna si sveglia con 37,5 di febbre. Il giorno dopo perde la percezione di sapori e odori e avvisa il medico di base che visto il periodo le consiglia di restare a casa e di non recarsi al pronto soccorso in caso di peggioramento. Così Loredana si isola in una stanza e il 7 aprile, con l’impegnativa del medico per la risonanza, si reca all’ospedale di Codogno dove al Cup le dicono che il ticket non è da pagare. Né della risonanza né della tac e della visita pneumologica con eco polmonare che le prescrivono subito, riscontrando una polmonite da covid-19. Fatto sta che lo pneumologo la mette in telesorveglianza per un mese e le prescrive l’antibiotico e l’antivirale. Fin qui tutto bene, come il tampone che dopo 40 giorni le dà la bella notizia: è negativa e può riprendere la vita normale. Quella brutta invece le è arrivata il 7 giugno, due mesi dopo la visita diagnostica, quando la contattano dall’ospedale per il pagamento delle prestazioni eseguite il 7 aprile. «È incredibile – commenta la donna, non riuscendo a capacitarsi di come siano andate le cose -. Ora mi chiedo: mi hanno detto di non recarmi al pronto soccorso dove peraltro avrei effettuato gli esami in forma gratuita, mi è stato riscontrato il covid-19 e ora oltre il danno, la beffa. Mi sembra davvero una presa in giro. Mi avessero fatto gli esami con esito negativo avrei potuto comprendere ma in questo caso no, è una vergogna». Il bello è che non riguarda solo Loredana. Il 7 aprile anche il marito infatti è stato sottoposto in via precauzionale a ecografia, con la garanzia che non c’era nulla da pagare. E la stessa cosa è stata detta ad altre due persone che erano lì per una radiografia, salvo essere poi tutti informati dell’obbligo di pagare. Quanto alla signora Guzzetti esige però una spiegazione: «La cosa che vorrei è delle risposte. Paghiamo fior di soldi e quando serve la sanità tanto decantata non c’è. Per il momento non intendo pagare, devo capire il perché è successa questa cosa».


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