Il Comune deve pagare una reception per ridurre le code all’aperto all’ambulatorio dei medici di base
La corte assolata del centro civico di Tavazzano dove i malati devono aspettare il loro turno dai tre medici

Il Comune deve pagare una reception per ridurre le code all’aperto all’ambulatorio dei medici di base

Progetto pilota a Tavazzano, ai cittadini costerà 5mila euro

Il Comune di Tavazzano pronto a fare la sua parte per migliorare la fruibilità dell’ambulatorio dei medici di base nel centro civico, ma i professionisti sono freddi sulla proposta. A fine agosto previsto un incontro per trovare le migliorie da mettere in campo.

L’emergenza Covid ha portato una serie di criticità nella gestione dell’ambulatorio dei medici di base al centro civico, con ricadute sul servizio reso ai cittadini, sempre più insofferenti. Orari ridotti di segreteria, accesso difficile alla sala d’aspetto, consegna e ritiro delle ricette tramite una finestra facendo la fila sotto il sole nel piazzale del centro civico sono i disagi sottolineati più volte con toni critici e spesso arrabbiati dai cittadini. Per questo si è mosso il comune: la struttura è di proprietà comunale, ma la gestione è dei professionisti, sotto il cappello dell’Ats.

Nel bilancio comunale la settimana scorsa sono stati stanziati 5mila euro proprio per migliorare il servizio. «Non è un atto dovuto, ma poiché le conseguenze si riversano poi sui cittadini, con notevoli disagi, abbiamo sentito il dovere di intervenire – spiega il sindaco Francesco Morosini -. Volevamo farci carico dei costi dell’ampliamento di giorni e orari di segreteria, ma per come si configura il servizio oggi sarebbe stata un’intromissione nella gestione privata. Allora abbiamo pensato di inserire una figura nell’accettazione della sala d’attesa, che possa svolgere tutte le incombenze relative alle norme anti-contagio e che sia a disposizione dei cittadini per indirizzarli meglio e per dare tutte le informazioni. Una scelta spiegata e accettata anche dalla minoranza».

Il comune è pronto a coprire i costi del progetto sperimentale per tre mesi, da settembre a novembre. «Alla nostra proposta, però, la risposta dei medici professionisti è stata però molto fredda – spiega Morosini -. Per questo attendo un incontro chiarificatore a fine agosto. Secondo noi è un piccolo aiuto che però può contribuire a migliorare il servizio, senza creare disparità di trattamento nei confronti del medico di base che non opera in ambulatorio, la dottoressa Orecchia. Con lei i rapporti sono molto buoni, con confronti settimanali sull’andamento dell’epidemia e con un confronto anche su un progetto sanitario da approfondire nelle prossime settimane. È il clima collaborativo che auspichiamo possa instaurarsi anche con i professionisti dell’ambulatorio, a tutto vantaggio dei cittadini».


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