Il caso Tari a Melegnano, Confcommercio porta il Comune in tribunale

Il caso Tari a Melegnano, Confcommercio porta il Comune in tribunale

Presentato il ricorso al Tar per chiedere di bloccare i pagamenti

Dopo quelli presentati alla commissione tributaria provinciale dai singoli negozianti di Melegnano, arriva il ricorso dell’Unione Confcommercio Imprese per l’Italia di Milano, Lodi e Monza-Brianza al Tribunale amministrativo regionale, che trasforma l’infinita telenovela della Tari in una battaglia a colpi di carte bollate. Con il provvedimento notificato in questi giorni contro palazzo Broletto, la Confcommercio territoriale da cui dipende quella di Melegnano ha chiesto l’annullamento delle determine con cui a fine novembre 2019 gli uffici comunali hanno emesso gli avvisi di accertamento per la tassa rifiuti compresa tra il 2013 e il 2017: il motivo è legato al fatto che il Comune ha nuovamente applicato la tariffa unica, i cui importi stellari a carico dei negozianti hanno provocato vibranti polemiche in città.

«Dopo che lo scorso maggio lo stesso sindaco Rodolfo Bertoli si è detto favorevole alla tariffa differenziata, a luglio il consiglio comunale ha riconosciuto la necessità di stabilire l’interpretazione da attribuire al regolamento della tassa rifiuti e rinviato così la decisione finale all’acquisizione di un apposito parere legale - afferma il segretario generale di Confcommercio Milano Marco Barbieri con la presidente Caterina Ippolito e il segretario dell’associazione di Melegnano Cesare Lavia -. Con il parere arrivato nei primi giorni di settembre, il docente dell’università Bicocca di Milano Nicola Sartori si è espresso chiaramente a favore della tariffa differenziata, ma la questione non è più approdata in consiglio comunale, che pure è l’unico organismo competente a esprimersi in materia. Ma a novembre gli uffici comunali hanno emesso comunque i nuovi avvisi di accertamento secondo la tariffa unica, prevaricando così a nostro avviso i compiti a cui sono preposti: il riferimento è naturalmente a chi, dopo aver pagato regolarmente la tassa secondo quella differenziata, si è visto chiedere gli arretrati calcolati sulla base della tariffa unica, e non certo nei confronti degli evasori, che devono saldare il dovuto senza se e senza ma».

In questi mesi, intanto, una trentina di negozianti hanno presentato singolarmente ricorso alla commissione tributaria provinciale contro i maxi-arretrati.

«In alcuni casi gli organismi tributari di primo grado si sono già espressi a favore della tariffa differenziata - concludono i vertici di Confcommercio -, ma il Comune non ha esitato a presentare ricorso in appello, non dimostrando insomma quella volontà di collaborazione e dialogo che pure ci erano stati a più riprese assicurati».


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