IL CASO Il giudice di pace gli annulla 19 multe prese in un giorno a Lodi

IL CASO Il giudice di pace gli annulla 19 multe prese in un giorno a Lodi

L’automobilista aveva violato a più riprese la Ztl e aveva presentato ricorso

Prende 19 multe per violazioni della Zona a traffico limitato, tutte nello stesso giorno, nel mese di luglio del 2021. Decide però di non pagare e di rivolgersi al giudice di Pace, che effettivamente le annulla, perché di fatto, si sostiene nella sentenza, le sanzioni - siano esse amministrative o penali - hanno funzione educativa, che non può esplicitarsi se non nel momento in cui il soggetto viene messo a conoscenza della violazione. Cosa avvenuta solo nel momento della notifica degli atti, in blocco, diversi mesi dopo, quando le violazioni erano già state tutte commesse e la funzione educativa di fatto non poteva esplicitarsi.

Da annullare, secondo la sentenza dello scorso 21 gennaio, anche la prima sanzione, perché la documentazione fotografica usata per la contestazione ritrae la targa su sfondo nero, senza riferimento al contesto e quindi anche al luogo del divieto. È il curioso caso di un automobilista che, nelle scorse settimane, si è visto annullare il pacchetto “monster” di sanzioni per violazioni della Ztl che si era aggiudicato in un solo giorno. Palazzo Broletto ha deciso di contestare la scelta del giudice; scelta ratificata da una delibera di giunta con cui si autorizza il sindaco a promuovere appello in Tribunale, demandando al segretario generale l’individuazione del difensore e l’assunzione dell’impegno di spesa relativo, per una serie di ragioni. Intanto perché la motivazione addotta dal giudice sulle funzione educativa che non si può esplicitare in questo caso, viene ritenuta non persuasiva e non «spiega quale sia la violazione proceduta commessa dagli agenti accertatori al punto da inficiare la procedura di contestazione degli illeciti amministrativi». Tra le motivazioni per ricorrere in appello anche quella inerente alla documentazione fotografica delle infrazioni giudicata non regolare, perché «il Comando di Polizia locale ha dovuto espressamente adeguare la propria attività accertativa alle regole proprie dell’ordinamento del diritto alla riservatezza degli utenti della strada, come esplicitata dal Garante della Privacy nei propri pareri e nelle proprie circolari». Rilievi anche sul dispositivo della sentenza «perché nelle premesse si parla di 19 verbali, mentre nel dispositivo se ne riportano solo 12 a persona estranea al ricorso, che nulla hanno a che fare con la causa in oggetto».


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