Il caso dei pesci morti nelle fontane a San Colombano, l’Ats: troppo cloro nell’acquedotto
La strage di triglie in una fontana

Il caso dei pesci morti nelle fontane a San Colombano, l’Ats: troppo cloro nell’acquedotto

E il Cap ammette: acqua potenzialmente nociva per la fauna ittica

La moria di pesci nella vasca a terra di un cittadino di San Colombano, altre dozzine di casi analoghi, le continue lamentele dei cittadini di San Colombano per il sapore e l’odore di cloro dell’acqua in uscita dai rubinetti, e ora spunta anche una comunicazione dell’Ats del 31 luglio scorso in cui si riferisce del superamento dei limiti imposti per legge dei parametri ammonio e cloro residuo. Il consigliere di minoranza Lorenzo Brusati ha presentato al sindaco un’interrogazione su tutti questi aspetti e per sapere come il Comune si stia muovendo in questa situazione.

Tutto è da ricondurre alla sperimentazione con monocloroammina in atto dal 6 luglio da parte del Gruppo Cap per la sanificazione della rete di acquedotto di San Colombano. Mentre in precedenza tantissime lamentele si erano sollevate per il periodico fenomeno dell’acqua marrone dai rubinetti, a partire da luglio l’acqua in uscita dai rubinetti ha assunto un odore e un sapore di cloro a volte molto intenso e fastidioso al punto da scatenare più di un dubbio nella popolazione sulla sua salubrità, fino a suscitare la risposta del Gruppo Cap: l’acqua è potabile, è monitorata costantemente, ma può rivelarsi nociva per i pesci mentre le persone in dialisi dovrebbero contattare il proprio medico curante. A inizio settimana il caso della moria di una ventina di pesci in una vasca a terra di un cittadino ha portato allo scoperto altre decine di casi di pesci morti in acquari durante l’estate. E per il consigliere Brusati è allora tempo di andare a fondo della vicenda, a partire dall’origine: «Dai dati a disposizione si può capire che il problema sia la contaminazione microbiologica delle nostre acque, che periodicamente si acuisce e non è risolvibile con le normali attività di potabilizzazione – si legge nell’interrogazione -. Ciò può dipendere da problemi di ammaloramento della linea dell’acquedotto o direttamente di pozzi di emungimento». A partire da questa considerazione il consigliere chiede al sindaco quali siano le azioni che si vogliono intraprendere, ma anche perché rispetto alla sperimentazione con monocloroammina non si sia dato informazione preventiva alla cittadinanza (il Comune era informato almeno da metà giugno) e se dopo la preoccupante nota di Ats sul superamento dei parametri non si sia proceduto ad analisi in proprio.n


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