Il “caso Bennet” fa discutere

Il “caso Bennet” fa discutere

Bennet aperto tutto l’anno: il Lodigiano si spacca tra favorevoli e contrari. La nota catena di centri commerciali con sedi a San Martino in Strada e a Pieve Fissiraga ha deciso di recepire la manovra Monti e istituire dal 6 gennaio l’apertura domenicale e nei festivi per tutto il 2012. Pare che altre catene della grande distribuzione siano pronte a fare altrettanto e nel territorio è già polemica. La notizia lanciata dalle colonne del nostro giornale ha aperto un acceso dibattito: c’è chi sostiene che lavorare sempre sia un bene e una necessità, mentre altri difendono la festa, il riposo, il diritto a una vita privata.

I negozianti della galleria della Bennet di San Martino sono stati i primi ad alzare le barricate. «I negozi non hanno la possibilità di assumere altri dipendenti per coprire le aperture nei festivi, - ha ribadito un commerciante - altrimenti ci rimette soltanto in spese senza guadagnare, a differenza del supermercato che può dire di tenere aperto tenendo attive due scasse su 20, facendo turnare il grosso personale». Da qui la proposta di un negoziante: «La soluzione? Dividere la galleria dal supermercato, in modo che i negozi non siano vincolati alle disposizioni del supermercato».

La Bennet di Pieve conta 38 casse e circa 52 negozi mentre a San Martino le casse sono 22 e i negozi 29.

Ben oltre la galleria però a rimetterci di fronte a questa liberalizzazione saranno ancora una volta i negozi di vicinato, gli esercizi commerciali che popolano i paesi intorno a San Martino e a Pieve alle prese con le stesse difficoltà dei negozi della galleria con l’aggravante di trovarsi fuori dai circuiti dei centri commerciali che hanno tappezzato anche il Lodigiano.

«Ma comprare un maglione il giorno di Natale è un servizio di prima necessità? - ha provocato una negoziate - Nei giorni di festa si fa fatica a trovare un dottore se la bimba sta male e si fanno file chilometriche agli ospedali: io credo che il medico sia un lavoro che necessita di una presenza costante, come altri lavori, ma vendere maglioni non è una servizio di prima necessità».


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