Il 24 maggio si mette nero su bianco: dalla centrale di Tavazzano 14 milioni al Lodigiano
La centrale elettrica Ep Produzione di Montanaso e Tavazzano sarà oggetto di un intervento di rinnovamento

Il 24 maggio si mette nero su bianco: dalla centrale di Tavazzano 14 milioni al Lodigiano

L’intesa per il rinnovamento dell’impianto fu approvata in novembre, sono dieci i comuni che riceveranno i bonifici

Sarà firmata il prossimo 24 maggio davanti al notaio la convenzione ambientale per il rinnovamento della centrale elettrica Ep Produzione di Montanaso e Tavazzano. Il testo era stato approvato già a novembre dell’anno scorso sotto la presidenza provinciale di Francesco Passerini, ma finora il passaggio formale della firma non era ancora avvenuto. L’intesa prevede che arrivino sul territorio quasi 14 milioni di euro complessivamente, a beneficio dei due comuni di sito Montanaso e Tavazzano, e di quelli contermini, cioè Casalmaiocco, Mulazzano, Galgagnano, Boffalora, Lodi, Lodi Vecchio, San Zenone e Sordio. Una parte delle risorse, 2,5 miliardi di euro, confluirà a un Fondo provinciale per progetti strategici.

I bonifici sono previsti in arrivo in diverse tranche di cui la prima a inizio lavori. Il cantiere per il rinnovamento di Ep Produzione è partito nell’autunno dell’anno scorso, ma senza la firma della convenzione i soldi non potevano arrivare. Da fine maggio, dunque, arriveranno i primi soldi a disposizione del territorio. Le risorse sono distribuite in versamenti annuali da 1 milione e 152mila euro per 7 anni dovuti per legge (legge Marzano), per un totale di 8 milioni e 64mila euro. La suddivisione prevede che il 40 per cento vada ai comuni di sito, il 40 per cento ai comuni contermini, il 20 per cento alla provincia di Lodi. In aggiunta a quanto previsto per legge, l’intesa con Ep Produzione prevede un ulteriore stanziamento di 5 milioni e 600mila euro, di cui il 75 per cento ai comuni di sito, il 25 per cento alla provincia di Lodi. Queste ulteriori risorse arriveranno in quattro tranche, da inizio lavori fino a un anno dopo l’effettiva messa in esercizio dell’impianto, prevista nel 2023. I comuni di sito otterranno poi 836mila euro di oneri.

A differenza del passato, i contributi non sono stati collegati in modo stringente all’esecuzione di progetti. Nei tavoli d’ambito si è deciso l’indirizzo cui destinare le risorse (rimboschimento, mobilità dolce, sostenibilità ambientale, valorizzazione territoriale) con la definizione dei singoli piani (su cui comunque c’è già un accordo territoriale di massima) che è stata rimandata a una fase successiva proprio per accelerare la procedura.


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