I bus affollati “saltano” le fermate: decine di pendolari restano a piedi
Una fermata degli autobus sulla Paullese

I bus affollati “saltano” le fermate: decine di pendolari restano a piedi

La denuncia del comitato dei viaggiatori per la tratta Paullo-Mediglia-San Donato

Il pullman passa, ma non si ferma e gli utenti restano a terra in attesa del prossimo bus. È la fotografia di quanto sta accadendo sulla tratta Paullo-Mediglia-San Donato, dove sempre più spesso i mezzi pubblici saltano la fermata, perché hanno raggiunto la capienza massima. In una settimana è già accaduto quattro volte, a Zelo, Paullo e a Vigliano di Mediglia, tra le 6.30 e le 8. «A Paullo, l’8 giugno, non siamo riusciti a salire - testimoniano i pendolari -: eravamo in due, ma altre volte addirittura quindici persone non sono salite alle fermate sulla Paullese». Gli autisti svolgono correttamente le indicazioni che sono state date per evitare ammassamenti. «Il problema è che il limite viene raggiunto in un attimo - commenta Giancarlo Broglia del Comitato Pendolari -: bisogna garantire il distanziamento sociale e quindi il numero di posti è minore. Detto questo, è chiaro che per assicurare il servizio è obbligatorio ampliare il numero dei bus. Bisogna toglierli dai depositi e metterli in strada, invece ci sentiamo dire che la situazione è in corso di osservazione e oltre a quello non si va con grave danno per gli utenti». Perché se un pendolare perde il pullman delle 7.30 a Paullo, ad esempio, che alternative ha? «Si vive nell’incertezza, si va alla fermata senza sapere se il pullman questa volta si fermerà oppure no, ma ovviamente se tu arrivi in ritardo al lavoro il richiamo non te lo risparmia nessuno - racconta Giusy Bertolo Cerino, una pendolare -: io ne ho presi già due. Ma che colpa ne hanno le persone quando l’autista tira dritto? Ho sentito gente urlare, rincorrere il bus a Zelo e Paullo. A Paullo due mamme con passeggino volevano salire e l’autista non gliel’ha permesso e le ha lasciate a terra. Ho visto una signora piangere implorando l’autista con tanto di ricetta medica dicendo che era il secondo pullman che non la faceva salire e doveva fare una visita in ospedale».

Una situazione confermata dalle rappresentanze sindacali unitarie e dagli autisti dei bus. «Se si tratta di uno-due persone, a volte si chiude anche un occhio», c’è chi ammette. La prassi è di garantire la massima sicurezza, peraltro anche prevedendo il divieto di salita a utenti che non indossano la mascherina: «Sono avvenuti anche episodi di questo tipo», confermano fonti sindacali. «Gli autisti stessi si trovano in situazioni di estrema difficoltà, tra l’altro fino alla settimana prossima è in vigore la cassa integrazione a rotazione – precisano le rsu -. Da parte aziendale si sta comunque spingendo sull’acquisto e la vendita del biglietto in forma elettronica in modo da verificare anche la disponibilità degli spazi sui viaggi prenotati».


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