«Ho sconfitto il Covid, il morbo però ha ucciso mia moglie e mio cognato»

«Ho sconfitto il Covid, il morbo però ha ucciso mia moglie e mio cognato»

Il panettiere 74enne Cornelio Bignamini di Melegnano è guarito dal contagio,ma ora piange i suoi cari

«Ho vinto la battaglia contro il Covid, ma ho perso la moglie e il cognato, è nel loro ricordo che devo farmi forza e andare avanti». Tra qualche lacrima e tanta commozione, il 74enne panettiere di Melegnano Cornelio Bignamini racconta così il doppio dramma vissuto negli ultimi due mesi e mezzo, durante i quali il coronavirus l’ha colpito tanto duramente negli affetti più cari. «Dopo quasi tre settimane in ospedale, cui è seguita la quarantena a casa, io invece sono guarito - afferma Bignamini con un filo di voce -: naturalmente devo sottopormi a dei controlli periodici, ma il peggio sembra finalmente alle spalle. Nell’ultimo periodo ho anche ripreso l’attività in panetteria, che per tanti anni è stata la mia seconda casa». Proprio con la moglie Teresa Bellomi, che ne è stata la storica fondatrice, Bignamini ha gestito per interi decenni il panificio “Panettiere amico” in via XXIII Marzo, che da qualche anno è invece passato al figlio Alessandro. «Non svolgo ovviamente lavori pesanti, porto soprattutto il pane ai clienti, sto cercando di tornare ad una vita normale dopo il doppio dramma degli ultimi mesi - sono ancora le sue parole -. So bene che non sarà possibile, porterò sempre nel cuore queste tragiche settimane: Teresa era la mia vita, proprio l’anno scorso abbiamo festeggiato i 50 anni di matrimonio, è stata una perdita immensa». Il calvario dei due coniugi è iniziato il 25 febbraio quando entrambi sono stati ricoverati all’ospedale Sacco di Milano. «Respiravamo a fatica e avevamo la febbre, siamo state tra le prime vittime del Covid - continua il panettiere -: già affetta da altre patologie, la mia Teresa è spirata domenica 1 marzo, ho potuto vederla solo per dieci minuti. Lei che era tanto legata alla sua Melegnano, non ha neppure potuto fare ritorno in città, è stata sepolta in tutta fretta in un cimitero di Milano, anche per noi non è certo semplice andare a farle visita». Tra i fondatori e socio storico del Cai di Melegnano, l’80enne cognato Natale è invece morto martedì 31 marzo anch’egli vittima del Covid-19, che ha contratto proprio accudendo la sorella Teresa quando ancora non si sapeva del virus. Avvenuti a neppure un mese di distanza, i decessi dei due fratelli Bellomi sono stati accolti con profondo cordoglio in città, dove erano entrambe figure molto attive a livello sociale. «È proprio nel ricordo di Teresa e Natale che devo farmi forza e andare avanti - conclude commosso Cornelio Bignamini -, loro avrebbero voluto certamente così».


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