Guerini: «Un dovere salvare chi ha collaborato con noi»
L’arrivo a Fiumicino di un gruppo di afgani messi in salvo dai soldati italiani (Ufficio stampa Difesa)

Guerini: «Un dovere salvare chi ha collaborato con noi»

Parla il ministro della Difesa: «Il ponte aereo è il nostro impegno primario»

«È un dovere salvare chi ha collaborato con noi, con i nostri contingenti, i nostri diplomatici. Il nostro impegno primario ora è il ponte aereo. Il quadro sul terreno è molto fluido». Così il ministro della Difesa, il lodigiano Lorenzo Guerini, parlando con ’La Stampa’. «È doveroso - aggiunge - il mio personale ringraziamento per lo straordinario lavoro delle Forze Armate italiane che stanno conducendo l’operazione ’Aquila Omnia’ attraverso la realizzazione del ponte aereo umanitario». «Senza la preziosa cornice di sicurezza americana, senza i loro assetti pregiati, si poteva solo organizzare un rientro in sicurezza e coordinato. Questo infatti è stato il mio dovere: riportare a casa i nostri soldati sani e salvi» spiega Guerini, secondo cui «non è vero che le forze di sicurezza non erano in grado di resistere. Erano state preparate adeguatamente. In questi ultimi anni avevano sostenuto valorosamente l’impatto dei taleban. Ma i soldati hanno deciso di non combattere per il loro governo». Di certo, conclude il ministro, «che gli americani volessero chiudere la missione afghana, era noto a tutti e da tempo».


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