Gli Usa “dimenticano” la Cabrini, dedicarle una statua è un’impresa
La statua di Santa Cabrini a Sant’Angelo Lodigiano

Gli Usa “dimenticano” la Cabrini, dedicarle una statua è un’impresa

Un nuovo intoppo per il monumento dedicato alla Santa barasina che deve sorgere a New York

Mentre nel mondo divampa la furia iconoclasta con statue sfregiate e abbattute nel nome di George Floyd, il 46enne afroamericano ucciso da un poliziotto il 25 maggio a Minneapolis, nello stato di New York a far discutere non è un monumento esistente, bensì quello che deve ancora nascere. E porta all’Italia, al Lodigiano, e in particolare a Sant’Angelo e a Codogno: si tratta della statua da dedicare a madre Francesca Saverio Cabrini, la religiosa santangiolina, patrona dei migranti, fondatrice dell’Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù a Codogno che nel 1889 partì per gli Stati Uniti dove assistette migliaia d’italiani giunti in America e aprì scuole, oratori, convitti, ospedali. Nel 1946 fu la prima cittadina statunitense ad essere proclamata santa e il suo culto ancora oggi è sentitissimo, come dimostrano i recenti fatti di cronaca che conducono allo scontro tra il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo e il sindaco della Grande Mela Bill de Blasio. Entrambi italoamericani e del Partito democratico. Querelle che da questa parte dell’oceano interpella il sindaco di Sant’Angelo Maurizio Villa e il sindaco di Codogno Francesco Passerini, di fede leghista. In America starebbero tra i conservatori. Per arrivare all’oggi bisogna però tornare a due anni fa. Al 2018 quando la municipalità di New York stanzia 10 milioni di dollari per realizzare alcune installazioni in onore delle donne che hanno lasciato un segno nella comunità, e la guida della commissione She built New York (tradotto “Lei ha costruito New York”) incaricata di scegliere tra le proposte è affidata alla moglie di Di Blasio. I cittadini sono chiamati a esprimere tramite il televoto le loro preferenze e al primo posto c’è proprio la beata Madre Cabrini.

Ma a sorpresa, tra i primi sette progetti da realizzare il suo nome non compare. E la comunità italoamericana scende in strada. Prima con una marcia patrocinata dal vescovo di Brooklyn, e alle celebrazioni del Colombus Day protestando contro la commissione. Quindi arriviamo al 2020. Con il governatore Cuomo che annuncia che erigerà una statua alla santa lodigiana nel quartiere di Battery Park City a Manhattan. Nel cuore di New York. Può farlo, essendo spazi gestiti da una società dello Stato. Ma “dimentica” di avvisare Di Blasio, che non gradisce. Non si sa bene a che titolo, dopo che la commissione presieduta dalla moglie ha ignorato Madre Cabrini, e proprio su questo punto i sindaci lodigiani esprimono un commento. «In democrazia laddove i cittadini hanno chiesto un monumento a una santa riconosciuta a livello internazionale come patrona dei migranti, è assurdo che un’amministrazione non prenda in considerazione la loro voce», afferma Villa. «Non entro nel merito di dove, come e quando debba essere fatta la statua, ma che venga chiesto un parere ai cittadini e non venga ascoltato è grave - riflette Passerini, che aggiunge -. Fa un po’ paura questo tentativo di cancellazione della storia».


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