Giostre ferme da tre mesi, «vogliamo ripartire»
L’autoscontro della famiglia di Daniele Contardi

Giostre ferme da tre mesi, «vogliamo ripartire»

«Non siamo riusciti a capire è per quale ragione siamo stati gli ultimi a poter riprendere quando noi di fatto facciamo solo divertimento all’aperto»

La famiglia Contardi fa divertire bambini e ragazzi da 120 anni. E in più di un secolo di storia, fino allo scorso 21 febbraio, a fermare le giostre era stata soltanto la guerra. Con l’emergenza sanitaria da covid-19 invece anche i giostrai hanno dovuto spegnere le luci delle loro attrazioni e fermarsi per il lockdown. E anche oltre. I Luna Park infatti dovrebbero ripartire il prossimo 15 giugno ma gli addetti ai lavori sono tuttora in attesa di conferme e date certe. Nel frattempo la famiglia di Daniele Contardi resta in sosta nella periferia di Livraga da dove di fatto scegliere di raccontarci le difficoltà di questi mesi e le modalità con cui, unitamente a tutto il resto della categoria (si parla di circa cinquemila attività) si prepara, entro fine mese, a riavviare le giostre. Quelle attrazioni così amate dai bambini e dagli adolescenti, costretti per mesi alla chiusura totale nelle loro case e alla lontananza dai coetanei.

«Quando è scoppiato il primo caso covid nella Bassa noi ci trovavamo a Treviglio – racconta Contardi -: quel fine settimana avremmo dovuto aprire le nostre giostre come sempre ma ovviamente non è stato possibile; in seguito, com’è ormai noto, abbiamo perso l’intera stagione primaverile, che per noi, è essenziale però, perché con la fiera di Codogno a novembre, di fatto, si chiude il periodo buono – racconta l’uomo -: abbiamo perso fiere e feste importanti, anche di questa zona, come quelle di Melzo, Paullo, Borghetto Lodigiano, Chignolo Po, Belgioioso, solo per citarne alcune».

Con suo fratello, Daniele di fatto porta avanti la tradizione di famiglia con la gettonatissima attrazione dell’auto-scontro. I suoi figli invece gestiscono il trenino (attualmente sotto la loggia di Codogno) e la barca dei pirati. In tutto, compresi i nipotini, la sua famiglia oggi conta 18 componenti.

«Quello che in queste ultime settimane non siamo riusciti a capire è per quale ragione siamo stati gli ultimi a poter riprendere quando noi di fatto facciamo solo divertimento all’aperto – osserva Contardi -: ci è parso un controsenso; in ogni caso siamo pronti e speriamo che i paesi ci diano fiducia, supporto – continua -; ovviamente ci saranno delle regole da rispettare sulle giostre, dunque mascherina da indossare e sanificazione da parte nostra: al momento preferisco non sbilanciarmi sulle date, ma posso assicurare che ripartiremo prestissimo e in zona».

E tornando con la memoria a quelle settimane di lockdown, conclude: «Abbiamo approfittato di quelle settimane per fare alcuni lavoretti; non abbiamo ricevuto aiuti, un grazie di cuore lo dobbiamo a Protezione civile, Comuni ospitanti e Caritas, per essersi sempre affacciati a capire se avevamo bisogno».


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