Già 439 studenti con il covid-19 in Lombardia, la Regione detta le regole per i tamponi

Obbligatoria l’impegnativa del pediatra o un’autocertificazione vidimata dalla scuola, il test gratuito non può essere esteso anche ai familiari

«I tamponi con accesso diretto per la popolazione in età scolare sono possibili solo con l’autocertificazione vidimata dalla scuola oppure a seguito della segnalazione al Medico o Pediatra di famiglia». Lo specifica l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, sottolineando quanto previsto dalle linee guida anti-covid per il settore scolastico, diffuse alle ATS e, da queste, a tutti gli istituti di ogni ordine e grado. «In caso di sintomi simil influenzali o sospetti covid riscontrati nel corso dell’attività scolastica - spiega l’assessore - viene contattata la famiglia dello studente e rilasciato un modulo di autocertificazione autorizzato dall’istituto da consegnare alla struttura sanitaria dove si esegue il tampone con accesso diretto. Il documento autorizza all’esecuzione del tampone senza prenotazione solo lo studente e non l’intero nucleo familiare». «Qualora invece - prosegue l’assessore al Welfare - a seguito della rilevazione della temperatura o alla comparsa di sintomi sospetti riscontrati al domicilio, la famiglia del giovane in età scolare deve contattare il medico o il pediatra di famiglia il quale, accertata la necessità di dover eseguire il tampone, procede alla segnalazione e all’invio dello studente al punto di accesso diretto più vicino».

Le stesse procedure valgono anche per gli insegnanti e per il personale scolastico non docente. Chi ha effettuato il tampone, in attesa dell’esito, deve rimanere in isolamento. I contatti di caso sospetto, invece, legati all’ambito scolastico e ai servizi educativi per l’infanzia non sono da porre in isolamento domiciliare fiduciario: ciò si applica sia ai familiari conviventi che ai compagni di classe o ad altri contatti stretti. In caso di positività degli studenti, scattano le misure d’isolamento dell’intera classe (se l’interessato ha frequentato la scuola nelle ultime 48 ore) e dei familiari e contatti diretti per il periodo di quarantena stabilito dai protocolli anti covid al termine del quale viene eseguito un tampone ai contatti per accertarne la negatività e due tamponi al caso positivo per verificarne l’avvenuta negativizzazione.

I DATI DELLE PRIME SETTIMANE DI SETTEMBRE IN LOMBARDIA

«Dall’1 al 18 settembre - spiega l’assessore al Welfare - sono stati effettuati 30.257 tamponi a bambini e ragazzi in età scolare (40.14 per bambini del nido, 5.644 per le scuole dell’infanzia, 6.654 per le primarie, 4.235 per le secondarie di primo grado e 9.710 per le secondarie di secondo grado). Sono state accertate complessivamente 439 positività pari all’1,45 per cento (69 per il nido, 71 per le scuole dell’infanzia, 92 per le primarie, 66 per le secondarie di primo grado e 439 per le secondarie di secondo grado). Da inizio pandemia (febbraio) al 18 settembre, invece, sono stati eseguiti 104.918 tamponi a bambini e ragazzi in età scolare (18.354 per bambini del nido, 15.070 per le scuole dell’infanzia, 22.380 per le primarie, 14.963 per le secondarie di primo grado e 34.251 per le secondarie di secondo grado) , con 2.091 positività pari al 1,99 per cento (332 per bambini del nido, 232 per le scuole dell’infanzia, 429 per le primarie, 289 per le secondarie di primo grado e 809 per le secondarie di secondo grado)».

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