Franco Papa è a casa a Meleti, è stato tra i primi colpiti dal virus VIDEO

Franco Papa è a casa a Meleti, è stato tra i primi colpiti dal virus VIDEO

Una lunga odissea per l’operaio entrato in ospedale alla fine di febbraio

Sara Gambarini

“Franco-Covid 1-0”. Franco Papa è tornato a casa ieri nella sua Meleti dopo mesi di battaglia contro il virus, fra lacrime di gioia e striscioni di benvenuto, anzi, di bentornato, affissi sul balcone. «È stata dura, ma ce l’ho fatta, finalmente sono tornato a casa», ha detto Franco, visibilmente commosso, scendendo dall’ambulanza con le stampelle fra gli applausi dei parenti e degli amici del paese.

Per l’uomo, 50 anni, operaio presso la Beta di Castiglione, l’incubo è cominciato lo scorso 22 febbraio con la classica febbre da influenza aumentata però di giorno in giorno insieme a una forte sensazione di malessere. Spaventata però la famiglia ha subito contattato il numero verde che ha consigliato anche la misurazione della saturazione che è risultata 84. Da qui la corsa contro il tempo: l’allerta dei soccorsi e, domenica 1 marzo, il trasferimento all’ospedale di Pavia dove dal pronto soccorso, Franco è passato in pochi giorni alla sub-intensiva e quindi ad indossare la Cpap per respirare. Il 50enne però ha poi dovuto affrontare anche una tracheotomia, finendo in terapia intensiva, da dove è uscito soltanto il 28 marzo, per rimanere presso il reparto di malattie infettive fino al 16 aprile quando è stato trasferito alla Maugeri, sempre a Pavia, per cominciare la riabilitazione.

«Mio cognato non riusciva più neppure a mangiare, dovevano imboccarlo – racconta Miriam Bassani -, non muoveva più le mani, faticava a parlare, era debolissimo, aveva perso moltissimi liquidi». Finalmente però Franco, doppio tampone negativo, è tornato a casa, da sua moglie Lorena e da tutti i suoi affetti che lo hanno atteso preparando striscioni a festa. «Tutta la nostra famiglia però è stata pesantemente colpita dal Covid – racconta Miriam -: anche mio padre, 72 anni, è risultato positivo al virus, così come io e mia sorella Lorena, che lavoriamo rispettivamente all’ospedale di Codogno e di Casale, ma ad avere la peggio è stato mio zio, Mario, fratello di nostro padre, 64 anni: lui non ce l’ha fatta».


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