Fotovoltaico nei campi: la Provincia fissa i paletti per gli impianti

Fotovoltaico nei campi: la Provincia fissa

i paletti per gli impianti

Tre le istanze depositate da Montanaso, Codogno e Casale

Impianti fotovoltaici a terra su campi agricoli, la Provincia si muove per mettere dei paletti stringenti e cercare degli appigli per dire di no. Dal momento che non è possibile opporre un rifiuto tout court su base politico-amministrativa alle iniziative proposte tra Codogno e Casale, San Cristoforo è al lavoro per individuare specifiche tecniche a cui aggrapparsi per dare parere negativo o comunque per limitare i nuovi impianti proposti. In Provincia al momento le istanze depositate sono tre, di cui una a Montanaso, una formalmente in territorio di Codogno, ma al confine con il Comune di Casale, davanti il Mondial, la terza a Vittadone, a ridosso della centrale a turbogas di Sorgenia nell’area ex Gulf, interamente ricadente in territorio di Casale.

«Le richieste seguono percorsi diversi e non sono nello stesso stato d’avanzamento, e tutte sono comunque al vaglio dei tecnici» spiega il presidente della Provincia Francesco Passerini. Di un’autorizzazione dovrà occuparsi nella duplice veste, come presidente della Provincia e come sindaco di Codogno, quella della Juwi Development, all’imbocco della tangenziale di Codogno, di fronte al Mondial, di fatto impattante più su Casale che su Codogno.

L’iter di quella richiesta è partito per primo, e si trova oggi nella fase più avanzata. Potrebbe dunque essere il primo caso, utile a definire le strategie anche degli altri. In particolare, i tecnici sarebbero pronti a contestare alla società il tipo di impianto proposto a progetto, con pali fissi nel terreno per consentire la rotazione dei pannelli seguendo l’andamento del sole, con il fulcro a un’altezza entro i due metri da terra.

Se questo possa diventare motivo di diniego all’autorizzazione o comporti solo la necessità di una revisione del progetto, è ancora presto per capirlo.


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