Fornaio egiziano contro scritte razziste

Scritte razziste accompagnate da svastiche e croci celtiche hanno lasciato un segno sulla sua saracinesca, ma Abdou Abd El Azim ha deciso di non cancellarle. Sono passati più di due mesi dal fatto, ma il titolare della centralissima panetteria di Piazza Italia le scritte nazifasciste vergate da ignoti, che hanno offeso il suo lavoro e la sua attività, non le ha ancora coperte con una pennellata di vernice.

«Io ho la coscienza pulita - racconta il commerciante di origine egiziana, sangiulianese di adozione - e se non mi avessero consigliato di sporgere denuncia non sarei andato nemmeno dai carabinieri, in quanto non so nemmeno chi sia stato a fare quel brutto gesto. Per il resto pago le tasse, che qua in Italia sono tante e salate, non ho niente da nascondere, sono sul territorio da vent’anni e lavoro sodo tutti i giorni. Dal momento che sono in regola su tutto, perché dovrei coprire quelle scritte di sconosciuti?».

La sua denuncia pubblica, ben visibile ai passanti che attraversano la piazza negli orari in cui la “claire” è abbassata, non passa certo inosservata. Il messaggio è chiaro: chi si deve vergognare del brutto gesto, lo faccia pure. Simboli e slogan risalgono a una notte di metà novembre, quando in poche ore erano state imbrattate anche le sedi politiche del Pd e di Sel, insieme ad una pizzeria gestita da egiziani e ad altre attività di questo tratto di Sudmilano. I politici avevano reagito prontamente, mentre i malcapitati negozianti avevano continuato il loro lavoro, con la solidarietà dei clienti indignati dai malintenzionati che nelle ore più buie avevano imbrattato la città, seminando amarezza e sconcerto.

Ma a questo punto un segnale si alza dal giornalaio della Lega Nord Sergio Bolzoni, che trascorre le sue giornate dietro il balcone del negozio a fianco della panetteria di Abdou: «Sono solidale con lui - ha sottolineato ieri il giornalaio -, in quanto, dal momento che il gesto è arrivato da qualche incivile, non è chi ha subito il danno e l’offesa a dover rimediare, bensì spetta intervenire alla comunità o al comune». E lancia l’idea: «Dal momento che le scuole rappresentano insieme alle famiglie il primo banco educativo, perché non fare un progetto in cui coinvolgere i bambini nella ripulitura della saracinesca? Sarebbe una lezione concreta, per ricordare ai più piccoli che il rispetto per gli altri e per il loro lavoro può nascere anche da una comunità che ripara i danni compiuti da chi ha dato il peggio».

Se la proposta dovesse andare in porto la saracinesca della panetteria di Abdou in Piazza Italia potrebbe davvero trasformarsi in un inedito banco di scuola, per una lezione particolare. Nel frattempo numerosi cittadini tutte le sere hanno sotto gli occhi l’accanimento di chi ha colpito simboli politici e insegne, in attesa che qualcuno volti pagina con una rinfrescata di vernice.


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