Fiera di Lodi, la palla passa a Melotti ma il dossier resta incagliato

Fiera di Lodi, la palla passa a Melotti ma il dossier resta incagliato

Il confronto Banco Bpm-Comune sul mutuo milionario non pagato non ha ancora portato risultati concreti

Non sarà facile per il nuovo direttore territoriale del Banco Bpm Alberto Melotti tenere il punto e convincere il consiglio di amministrazione e l’ad Giuseppe Castagna a concedere altro tempo al Comune di Lodi. Hanno ormai superato abbondantemente la soglia psicologica di 40 le rate non onorate del mutuo in carico a Lodinnova (società controllata da palazzo Broletto) acceso presso quella che un tempo era la Banca Popolare di Lodi per la costruzione del polo fieristico cittadino.

Negli ultimi anni la partita è stata gestita da Fabrizio Marchetti - da novembre trasferito a Novara sempre per il Banco Bpm - e a fronte dell’atteggiamento attendista del Comune l’istituto di credito ha concesso tempo, pur a fronte dell’accumularsi “preoccupante” delle rate.

Ora tocca a Melotti - a Lodi da un mese in arrivo da Verona - tirare le fila del dossier: i debiti della Fiera di Lodi ammontano a 3,5 milioni (cifra confermata a fine settembre dal liquidatore di Lodinnova Pierfrancesco Cecchi), di cui 3,2 milioni nei confronti del Banco Bpm.

Melotti ha già incontrato pochi giorni fa il sindaco di Lodi Sara Casanova, a cui spetta il via libera alla “exit strategy” delineata da tempo ma finora tenuta nel cassetto: l’acquisto, da parte di Sal, Società acqua lodigiana, del polo fieristico, che già oggi occupa con un contratto d’affitto. La stima complessiva (immobile e diritto di superficie dell’area) è di 4,2 milioni di euro, cifra che permetterebbe a Lodinnova (e dunque al Comune) di estinguere un debito, quello contratto con Banco Bpm.


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