San Colombano: «Festa in collina senza permessi»

San Colombano: «Festa in collina senza permessi»

Inviata a comune, procura, questura e prefettura la relazione sui fatti dell’8 giugno

La festa per la fine della scuola alla Palazzina la notte dell’8 giugno scorso non era autorizzata. Lo scrivono nero su bianco i carabinieri della stazione di San Colombano, che hanno trasmesso nei giorni scorsi la loro relazione ai Comuni di San Colombano e Miradolo Terme (dove ha sede la struttura), alle questure e prefetture di Milano e Pavia, alla Procura della Repubblica di Pavia, competente per zona. I carabinieri segnalano alle istituzioni di «valutare i presupposti di un provvedimento a carico degli organizzatori e della licenza posseduta per l’attività e manifestazione svolta e per quelle presenti e future».

I carabinieri di San Colombano erano intervenuti quella notte constatando una situazione di grande caos sulle vie collinari e una situazione critica per la sicurezza. Alla festa hanno partecipato circa 2mila persone.

Diverse e durissime le contestazioni. L’autorizzazione era stata richiesta al Comune di Miradolo per poter fare musica dalle 19 alle 3,30 di notte, ma il Comune l’aveva autorizzata solo fino alla 1,30, mentre i militari l’accertavano alle 3 del mattino.

Inoltre, il permesso richiesto era per «piccolo trattenimento all’aperto», che i carabinieri specificano come «manifestazione al di sotto di 200 persone». In seguito al permesso richiesto, in ogni caso, la Palazzina avrebbe dovuto produrre una Segnalazione Certificata di Inizio Attività, ma il Comune di Miradolo non l’ha mai ricevuta. Proprio questa mancanza fa concludere ai carabinieri che «l’evento svolto è da considerarsi non autorizzato». Come se non bastasse, i carabinieri specificano anche che gli organizzatori, in vista dell’evento, presentavano richiesta per avere una postazione di personale sanitario durante la festa (poi presente con un’ambulanza e tre soccorritori) compilando un formulario con i dati e le caratteristiche dell’evento, ma «la non corretta compilazione della scheda ha portato il sistema a generare un valore falsato e inferiore a quello reale della criticità e pericolosità della manifestazione» tanto che i soccorritori sul posto contattavano la centrale operativa per pre-allertare un codice di «maxi-emergenza» in caso di criticità, poi per fortuna non verificatasi.


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