L’ex Postalmarket finalmente bonificato dai rifiuti, ora si attende un compratore
L’abbandono nell’ex stabilimento Postalmarket

L’ex Postalmarket finalmente bonificato dai rifiuti, ora si attende un compratore

Dopo due ordinanze il curatore fallimentare ha obbedito e ha fatto ripulire la maxi discarica

È finalmente sparita la maxi discarica nell’area ex Postalmarket a Peschiera. Ci sono volute due ordinanze, e la minaccia di ricorrere all’articolo 650 del codice penale, che sanziona l’inosservanza dei provvedimenti di autorità, per mettere la parole fine a una situazione che tanto preoccupava la città.
L’emergenza discarica è dunque risolta, ma resta il punto interrogativo sul destino di quella che era una delle aree industriali più ricche e innovative d’Italia: per l’area serve un compratore.

Vero e proprio colosso della vendita per corrispondenza nell’era pre-Amazon, Postalmarket ha segnato intere generazioni di italiani, che prima dell’era di Internet e degli acquisti on line avevano scoperto la possibilità di comprare oggetti d’ogni genere , stando comodamente seduti sul divano di casa. Nell’epoca di massimo fulgore, dava lavoro a 2000 persone. Ma chiusa dal 2007 e fallita ufficialmente dal 2015, da anni ormai rappresenta però un “buco nero” sul territorio di Peschiera, tra edifici svuotati, capannoni in disarmo e spazi inutilizzati. Spazi che ora, ripulita l’area dai rifiuti che la ingombravano, si spera possa tornare appetibile per qualche investitore.

L’abbandono nell’ex stabilimento Postalmarket

L’abbandono nell’ex stabilimento Postalmarket

L’abbandono nell’ex stabilimento Postalmarket

I rifiuti, che erano stati segnalati dai residenti delle nuove palazzine che si affacciano sui 77mila metri quadri dell’ex stabilimento, erano “apparsi” in primavera e ad aprile. L’amministrazione comunale e la polizia locale avevano effettuato un sopralluogo che aveva portato alla conferma della presenza di materiali considerabili “a rischio per la salute pubblica”: inerti, latte, sacchetti contenenti resti di cibarie, ma anche mobili e pezzi di arredo oltre a materiali “non meglio identificabili” recitava la relazione presentata a suo tempo, avevano spinto il Municipio a emettere un’ordinanza urgente per la rimozione di quella che era una vera e propria discarica a cielo aperto. A settembre, però, il materiale era ancora lì, nonostante i solleciti e il rinnovo dei provvedimenti sindacali. L’ultimo atto, però, pare abbia ottenuto lo scopo, e l’attuale proprietà ha finalmente provveduto alla rimozione dei rifiuti e alla pulizia, almeno superficiale, della zona indicata. Ora la palla passa al curatore fallimentare che da tempo sta cercando di vendere, senza successo, l’area. Magari adesso, finalmente, qualcosa cambierà.


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