«Ex Linificio, da fabbrica abbandonata a tempio della cultura»: così Lodi potrà avere il suo museo
Da sinistra l’assessore al Patrimonio Claudia Rizzi, il sindaco Sara Casanova e il vicesindaco Lorenzo Maggi (Borella)

«Ex Linificio, da fabbrica abbandonata a tempio della cultura»: così Lodi potrà avere il suo museo

Presentato il progetto di rigenerazione urbana da 21 milioni: «Vogliamo valorizzare la nostra storia»

«Dopo oltre un decennio Lodi avrà il suo museo civico: non abbiamo mai smesso di crederci e di andare alla ricerca di fondi per riqualificare questo luogo e abbiamo portato a Lodi 18,4 milioni di euro, una cifra mai arrivata prima». Alle spalle del sindaco Sara Casanova c’è lo scorcio oggi decadente dell’ex Linificio: le finestre sono in parte a pezzi, la facciata è “mangiata” dall’usura del tempo, così come le parti dell’architettura dell’immobile in ferro. Il punto di partenza di quello che era «inizialmente era quasi un sogno per noi» come ha aggiunto l’assessore alla cultura Lorenzo Maggi e che oggi si prepara a diventare realtà, con un progetto da complessivi 20 milioni 992 mila euro, come ha spiegato nei dettagli l’assessore al patrimonio Claudia Rizzi, di cui 18 milioni e 492 mila euro garantiti da fondi del Ministero dell’interno e del Pnrr su più annualità, per trasformare l’ex fabbrica nel nuovo polo museale e culturale della città.

«Con questa rigenerazione urbana vogliamo valorizzare la nostra storia, la nostra cultura e i tesori della nostra città che le precedenti amministrazioni non sono mai riuscite a riportare alla luce - sottolinea il primo cittadino - : con queste risorse l’ex Linificio diventerà polo museale d’eccellenza e sede dell’archivio storico, con spazi espositivi anche per mostre di alto profilo e per ridare alla città la possibilità di godere di tesori nascosti, per la cui custodia è stato speso finora quasi mezzo milione di euro. Oggi c’è un edificio decadente, ma di pregio sul fronte dell’architettura industriale, in un luogo strategico, a ridosso della stazione ferroviaria, che consentirà anche la piena accessibilità da parte di chi arriva da fuori, parte dell’ambito D1, di cui fanno parte anche la trasformazioni ex Abb ed ex Consorzio». Per Lodi, ha aggiunto il sindaco, anche un’occasione di rilancio turistico ed economico: «Ora partirà la fase di progettazione nell’ottica di quel grande progetto di città che abbiamo in mente, per riportare Lodi ai livelli che merita». Parla di grandissima soddisfazione anche l’assessore Rizzi, «non solo per aver portato ingenti risorse, ma anche perché la nostra proposta è stata ritenuta da subito ritenuta meritevole e ammessa in graduatoria: un lavoro per cui dobbiamo ringraziare anche tutti i nostri tecnici». L’obiettivo, ha aggiunto Maggi, è «passare dall’ex fabbrica Linificio ad una fabbrica del bello e delle idee, come polo di elaborazione del pensiero e di valorizzazione del nostro patrimonio, in una posizione strategica: abbiamo una prospettiva enorme sul fronte dell’attrattività, dopo aver affrontato questioni annose a partire dalle condizioni imbarazzanti in cui è stato lasciato l’archivio storico».


© RIPRODUZIONE RISERVATA