Ex Consorzio, un anno di tempo per realizzare nuove rotatorie
L’area dell’ex Consorzio agrario di via Anelli che lascerà spazio al nuovo market di Esselunga

Ex Consorzio, un anno di tempo per realizzare nuove rotatorie

Lodi, gli atti del piano urbanistico pubblicati sul bollettino regionale

Un anno di tempo per realizzare le nuove rotatorie del piano Esselunga. Dopo la pubblicazione degli atti del progetto dell’ex Consorzio agrario sul bollettino regionale avvenuta mercoledì, sono scattati i 12 mesi per l’operatore privato che dovrà eseguire le opere di urbanizzazione in zona stazione.

La società Aep, che ha ottenuto dal Broletto l’autorizzazione urbanistica per il supermercato, ha già avviato le pratiche per due rotonde sull’asse di viale Vignati: all’incrocio con viale Dante e con piazzale Medaglie d’Oro. Gli elaborati sono stati sottoposti al vaglio della commissione per il paesaggio, che ha espresso un primo parere negativo, e nei giorni scorsi sono tornati all’esame dei tecnici per una seconda analisi. Decisivo sarà poi il giudizio della soprintendenza, che è vincolante. Le altre rotatorie che dovranno essere realizzate, per migliorare i flussi di traffico nel quartiere dove verrà insediato il supermercato a marchio Esselunga, sono una in via Sforza e via Visconti, un’altra tra via Anelli, via Polenghi e il piazzale della stazione, e una quinta interna al comparto. L’operatore privato avrà invece 15 mesi per concludere gli interventi concordati nell’area dell’ex Consorzio, tra cui l’ampliamento del terminale dei bus e i parcheggi pubblici.

Per le demolizioni e gli interventi sui 28mila metri quadrati di via Abate Anelli, dove sorgerà il nuovo supermercato, si attende la fine delle pratiche di bonifica. Stando agli aggiornamenti delle ultime settimane, i privati devono svolgere un approfondimento sul piano ambientale, perché le analisi Arpa (azienda regionale per la protezione dell’ambiente) avevano messo in luce la presenza di elementi di contaminazione del sito non ancora del tutto rimossi. Il progetto prevede la costruzione sull’area dismessa di uno spazio commerciale di generi alimentari e non da 2.500 metri quadrati, in una struttura di 7.400 metri quadri in tutto, poi l’edificio del dopolavoro, per altri 599 metri quadrati, da destinare a funzioni terziarie. n


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