Ex carabiniere troppo geloso in manette

Ex carabiniere troppo geloso in manette

Aveva ucciso l’amante, ora perseguitava la fidanzata

Secondo l’accusa la tormentava, con violenze fisiche e psicologiche, ma alla fine il suo aguzzino è finito in carcere per maltrattamenti in famiglia. In manette, nei giorni scorsi, è finito Andrea Solinas, ex carabiniere che era uscito solo un anno fa dal carcere, condannato per omicidio. Il militare originario di San Gavino aveva ucciso l’amante, a Cascina Pezzolo (Tavazzano), ma aveva guadagnato la libertà per la condotta ineccepibile e aveva provato a ricostruirsi una vita con una trentenne bulgara. Lei era arrivata in Italia nel mese di maggio del 2008, stabilendosi a Napoli, e poi da lì si era trasferita a San Giuliano dove aveva iniziato a lavorare come badante presso alcune famiglie. Qui, dopo qualche mese, aveva conosciuto il 45enne sardo, residente a San Giuliano Milanese. Ne era nata un’amicizia che si era presto trasformata in una tenera storia d’amore. Ma le difficoltà incontrate nella ricerca di un’occupazione stabile da parte di entrambi, per garantire loro una certa tranquillità economica hanno fatto nascere le prime tensioni. Ed è stato in quel momento che è emersa la vera personalità dell’uomo, il quale, posseduto da una cieca gelosia, avrebbe iniziato col rendere la vita della compagna un vero e proprio inferno. Le vessazioni sono durate oltre sei mesi. Eppure la ragazza sperava in un suo cambiamento. Speranze che sono venute definitivamente meno, quando un sabato mattina di gennaio, ha deciso di chiamare i carabinieri.

I militari della tenenza di San Giuliano, intervenuti in via De Nicola dove la coppia si era stabilita da qualche mese, hanno immediatamente prestato soccorso alla bulgara che, accompagnata in caserma, ha raccontato il suo calvario. Da qui sono partite le incalzanti indagini. Infine nella notte tra mercoledì e giovedì, i militari hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere di Andrea Solinas per il reato di maltrattamenti in famiglia, a firma del giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Lodi Stefania Pepe. Il gip ha ritenuto credibile il quadro accusatorio descritto dal pubblico ministero Delia Anibaldi nei confronti dell’indagato sulla base delle risultanze investigative dei carabinieri di San Giuliano. L’uomo è stato catturato, in piazza della Vittoria, mentre stava facendo rientro a casa. Le esigenze cautelari poste alla base della decisione del giudice sono state ravvisate proprio nel pericolo concreto che lo stalking continuasse. Dopo le procedure di identificazione, l’ex carabiniere è stato immediatamente portato in carcere a Lodi. Nei prossimi giorni sarà interrogato dal gip. L’uomo, già conosciuto alle forze dell’ordine, era uscito dal carcere a marzo dello scorso anno. Era stato condannato a 15 anni di reclusione per l’omicidio della sua amante, ammazzata con un colpo di pistola alla tempia. I fatti risalgono a dieci anni fa, consumati a Cascina Pezzolo, frazione del comune di Tavazzano. La ragazza, all’epoca 21enne, era stata uccisa per motivi passionali.


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